I problemi, le strategie illusorie, gli specchietti per le allodole e le miserie degli uomini politici, di ogni idea e colore, non riescono neppure più a stupirci. Il loro ripetersi sempre uguale rende perfettamente la forma della triste situazione di questa nostra società (non unicamente Italiana).

A distanza di quarant'anni forse non abbiamo ancora compreso l'importanza di riflettere circa il perché un giovane (tale era allora il Battisti) abbia sentito il bisogno di trasformarsi, uccidendo, in criminale: se il ragionamento su riportato solleva le nostre proteste perbeniste ed intransigenti, soffermiamoci a riflettere sul recentissimo assassinio del sindaco di Danzica.
Il tempo sembra non essere trascorso anzi, per esprimersi con proprietà, il tempo è trascorso e noi non abbiamo imparato nulla.

La vicenda della vita dell'estremista / assassino / ladro è stracolma di interrogativi, lacune, domande. Si potrebbe iniziare dal chiedersi come e perché il Battisti sia riuscito a rifugiarsi in Francia varcando il confine con tanta facilità: nello stesso periodo mi trovai a discutere per oltre mezz'ora con un finanziere integerrimo circa la mia volontà di portare in Italia una bottiglia di Fundador acquistato in Spagna.

Tra i due reati un po' di differenza deve pur esserci. Poi sarebbe opportuno riuscire a valutare la posizione dell'allora Presidente Francese Mitterand: perché non riuscì a superare il suo bisogno di mostrarsi irreprensibile difensore della libertà di pensiero politico pur trovarsi difronte a un assassino che di politico forse aveva ben poco?
Per quale ragione valutò positivamente il ritorno di immagine quale ultima frontiera di libertà (?)?
Debolezza politica personale o di posizione?

Lo stesso dicasi del Brasiliano Lula: paladino di un'idea di sinistra nel panorama tormentatissimo del Sud-America non ha saputo far di meglio che proteggere l'assassino nostrano ricoprendolo dell'aurea di difensore strenuo dell'idea di sinistra. La debolezza dell'uomo è almeno pari alla sua pretesa forza di immagine. Un'idea politica molto debole, non assistita da progetti terra a terra al punto che ora il Brasile è recentemente ricaduto in una sorta di plebiscito destroso e di questo finirà per pagare un prezzo non da poco.

E per finire, ma non da ultimo, il teatrino del ricevimento dell'ergastolano da parte di ben due ministri della repubblica: l'onni-presente ministro dell'Interno e, nel disperato tentativo di riequilibrare una situazione estremamente pendula, la contro-partita della Giustizia. La gara nel cercare di far propria la maggior quantità di luce riflessa disponibile è risultata vistosa e, al contempo, spassosa e scontata. Salvini ha seguito la traccia del novello salvatore della Patria e la controparte non ha saputo far di meglio se non innalzare gli scudi della novella ed inattesa forza Italiana, finalmente ritrovatasi, forse a sua stessa insaputa, forte nel contesto mondiale.

Dietro alle quinte del teatrino improvvisato e mancante di innovazione e inventiva, abbiamo potuto assistere alla sconfitta di una società mondiale incapace di ritrovarsi insieme all'insegna di una giustizia capace di punire i colpevoli di qualsiasi ordine, idea, nazionalità. Non ci troviamo difronte né a un inizio né ad una fine, solo al ripetersi.

(Mauro Magnani)