Imola. Difficioltà del mondo economico, difficoltà della cooperazione, impatto di industria 4.0. Questi i temi sviluppati nella conversazione con Gianmaria Balducci, presidente di Cefla.

Oggi si vedono all’orizzonte nuove nubi (lo scontro commerciale Cina – Usa prima fra tutte) e sembra prevalere un sentimento di incertezza politico sociale. Come navigare bene in acque più tempestose?

“Sicuramente la situazione Internazionale e nazionale non è semplice, non so se sarà un nuovo 2009, ma la guerra incrociata dei dazi, l’Europa sempre più debole politicamente e con indicatori in recessione, sicuramente non favorisce un clima di fiducia che è la base perchè l’economia prosperi. Questo contesto impone ancora di più alle aziende di avere una capacità di riposizionarsi, come prodotti e mercati, e di slegarsi il più possibile dal mercato interno, già in recessione e con tantissimi tratti di incertezza. Per far questo serve un investimento continuo in ricerca e nel rinnovamento di competenze delle persone già in azienda, (è diffusa nel mondo l’opinione di eccellenti professori universitari che indicano in 5/7 anni il tasso di obsolescenza delle competenze oggi). Per dare ulteriore prospettiva è importante non essere concentrati solo sul proprio core business, e per fortuna in Cefla ne abbiamo diversi, ma avere uno strabismo che ti permetta in contemporanea di guardare anche a progetti in discontinuità possibilmente intercettando nascenti esigenze di mercato.”

Come valuta, da presidente di cooperativa, la situazione del movimento cooperativo?
“Purtroppo nel mondo cooperativo non sono molte le aziende con queste caratteristiche, anche se per tipo di governance lo sguardo alla tutela dei progetti a medio/lungo periodo dovrebbe sempre essere una priorità. Probabilmente questa progettualità a lungo termine in tanti casi è stata minata dal gestire faticosamente il presente, per il venir meno di certi mercati, o a volte dal perseguire sviluppi insostenibili dal punto di vista della redditività o a livello finanziario. Per questo mi permetto di richiamare i dirigenti cooperativi alla ricerca della performance come unico strumento per creare prospettiva e sviluppo.“

E per finire le sue riflessioni sull’impatto dell’industria 4.0 sull’organizzazione del lavoro in Cefla
“L’impatto dell’industria 4.0 , ma ancora meglio il tema della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale sta radicalmente cambiando, sia le competenze necessarie (come dicevo precedentemente) , che l’organizzazione dell’azienda, dove i processi più banali verranno sempre di più automatizzati e le persone saranno sempre più utilizzate per attività ad alto valore aggiunto con una base di creatività. La sfida è accogliere il cambiamento nel modo più aperto e proattivo possibile per generare valore aggiunto sui nostri prodotti anche attraverso la vendita di “servizi digitali” cercando di soddisfare esigenze nascenti dei nostri clienti in tutto il mondo.”

(m.z.)