Imola. Emozioni nel consiglio comunale straordinario, con diversi assenti fra i banchi della politica, per il Giorno della Memoria dei terribili misfatti del nazismo e del fascismo tenutosi il 24 gennaio. Portate da giovani studentesse del liceo linguistico “Alessandro da Imola” Elisa Frati e Sara Purpari della classe 5E e di Mounia Tabrich e Beatrice Colina della 5D con le letture di alcuni brani di grandi del passato, dal filosofo Adorno, del poeta Primo Levi deportato ad Auschwitz che diceva: “I mostri esistono ma sono pochi per essere pericolosi, più pericolosi sono i tanti funzionari che eseguono gli ordini senza metterli in discussione”. Emozioni pure per Virginia Manaresi, una delle poche deportate imolesi ancora vive, presente nell’aula di piazza Matteotti, applaudita dai tanti presenti.

Contestazioni, quelle di una quarantina di persone che hanno protestato silenziosamente all’inizio della seduta con i salvagenti arancioni usati dai disperati dei barconi contro la politica di non accoglienza del governo nazionale gialloverde.

Poi la politica. “Per quanto il ricordo faccia male, l’oblio sarebbe cosa ben peggiore – ha affermato la presidente dell’assemblea Stefania Chiappe -. L’unico modo per evitare di ripetere gli errori, è la conoscenza degli stessi. E quindi, dobbiamo tutti impegnarci affinché la memoria delle persecuzioni sul popolo ebraico (e non solo, ndr) non si spenga mai. Faccio quindi mia la loro raccomandazione di invitare i ragazzi e i giovani a chiedere ai loro nonni, bisnonni (chi ha la fortuna di averli ancora) e a tutti coloro che hanno dei racconti di memorie dirette o tramandate, di raccontargli di quel tremendo periodo storico vissuto dall’Europa e alla realizzazione del  quale la nostra Nazione ha, purtroppo, collaborato”.

In chiusura, la sindaca Manuela Sangiorgi ha sottolineato come “il 27 gennaio del 1945 con l’apertura dei cancelli di Auschwitz, il mondo prese definitiva coscienza della pagina più nera per l’umanità dell’intero secolo scorso. Una tragedia dalle proporzioni immani impossibile da dimenticare: tra il 1933 ed il 1945 furono dai 15 ai 17 milioni le vittime dell’Olocausto, di entrambi i sessi e di tutte le età, senza alcun riguardo per anziani e bambini, tra le quali figurano 5-6 milioni di ebrei. Dal 2000 la commemorazione della Shoah trova il proprio punto focale nella programmazione del Giorno della Memoria che, anche in questo 2019, l’Amministrazione comunale onora con un’ampia programmazione finalizzata a rinverdire, in tutte le sue drammatiche sfaccettature, quel doveroso momento di riflessione soprattutto indirizzato ai più giovani. Nuove generazioni alle quali abbiamo il dovere di affidare una ritrovata sensibilità che dalla storia guarda al presente come forma di contrasto a qualsiasi forma d’odio atta a minare la pace ed il rispetto verso il prossimo. La condanna della diversità, la limitazione dei diritti delle persone, la privazione di quella libertà che rappresenta il valore essenziale posto alla base della vita sociale sono terribili campanelli d’allarme capaci di mettere in moto una spirale che può arrivare a proporzioni disumane”.

(Massimo Mongardi)