Imola. Un’eccellenza della città, conosciuta in gran parte del mondo, si trova senza la guida principale. Stiamo parlando dell’Accademia pianistica “Incontri col maestro” dove da alcuni mesi si è dimesso, dopo circa un anno e mezzo dalla sua investitura nel ruolo di presidente, Francesco Micheli, noto nel mondo della finanza,  musicofilo per tradizione ed eredità familiare che aveva preso il posto di Fabio Roversi Monaco, che è diventato Presidente onorario. La notizia è piuttosto strana perché fra Micheli e Franco Scala, direttore e fondatore dell’Accademia, ci sono da tempo ottimi rapporti e stima profonda. Il loro rapporto risale al 1994 quando un allievo di Scala, Gianluca Coscioli, vinse il concorso “Umberto Micheli”  indetto dal Teatro alla Scala nel quale Micheli è stato nel consiglio di amministrazione fra le numerose cariche che ricopre pure in altri enti. Certo fra Micheli e Scala ci possono essere stati punti di vista diversi, ma sembra quasi impossibile che siano tali da sancire un “divorzio”. E’ possibile che i problemi, sempre che non si tratti di questioni personali, siano stati con altri referenti della struttura dell’Accademia che si trova nella prestigiosa sede della Rocca sforzesca.

 

Sicuramente Micheli aveva come aspirazione quella di far diventare Imola “la città del pianoforte” perché è vero che l’Accademia è quasi più conosciuta all’estero che in Italia avendo sfornato tanti talenti che poi sono andati a suonare nel mondo, insomma voleva allargare gli spazi culturali invitando anche scrittori (come Vittorio Sgarbi e altri, ndr), artisti e filosofi e pure quelli fisici con l’idea, ancora in piedi, di realizzare uno studentato nella splendida struttura dell’Osservanza dove però i lavori sugli edifici storici sono fermi da decenni. Ma anche la neosindaca grillina Manuela Sangiorgi si è dimostrata sia nella campagna elettorale sia dopo, molto attenta al presente e al futuro dell’Accademia con tanti elogi al maestro Scala.

 

Con Micheli ancora presidente, dal 16 al 30 luglio 2018 Imola è stata al centro della musica pianistica e cameristica internazionale con due settimane di alta formazione musicale e di concerti che hanno portato nella città i migliori talenti da tutto il mondo con una “formula doppia” a carattere innovativo: una Summer School durante il giorno con i docenti dell’Accademia in cui possono iscriversi giovani musicisti da tutto il mondo, e non solo gli allievi già interni dell’Accademia; e una serie di concerti serali con protagonisti grandi nomi della musica classica. Pochi mesi dopo, la rottura.

 

Per ora la presidenza dell’Accademia è in stand-by, bisogna trovare al più presto la quadratura del cerchio per i rapporti culturali con la città e con il mondo intero. Ricordiamo che il Comune fornisce gratuitamente la sede nella Rocca e che all’Accademia arrivano contributi importanti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e da altre imprese del territorio che Micheli, da esperto del mondo della finanza, voleva incrementare. Serve una personalità forte in un momento decisivo per imporre l’Accademia nel ruolo che merita non solamente all’estero, ma pure in Italia dove ogni tanto non viene abbastanza valorizzata.

 

(m.m.)