Imola. La querelle del taglio degli alberi lungo le rive del Santerno non è finita, anzi. Ora, ai cittadini che vogliono vederci chiaro, e che hanno tempestato con mail bombing i vari enti pubblici, si aggiunge la Soprintendenza ai beni archeologici e del paesaggio di Bologna.

Sì, perché, secondo quanto si legge nella lettera a firma della soprintendente del 28 gennaio, indirizzata al comune alidosiano, una cosa è l’autorizzazione ambientale concessa e, un’altra, potrebbe essere quello che sta realmente avvenendo.

Il tutto prende avvio dalla conferenza dei servizi del 14 dicembre 2017, alla quale anche la soprintendenza ha partecipato e, conseguentemente, ha espresso il suo parere “in quanto il corso d’acqua interessato è sottoposto a tutela paesaggistica”. Conferenza al cui esito è scaturita la già nota autorizzazione al taglio degli alberi lungo le sponde del Santerno. Taglio che da Castel del Rio arriverà fino a Borgo Tossignano.

Non appare in discussione la procedura che ha portato al via libera ma quello che sta avvenendo e, da ieri, presumibilmente, anche quello che si è affermato in conferenza dei servizi.

Al di là delle numerose fotografie scattate dai cittadini che danno conto di un taglio definito “selvaggio”, la soprintendenza vuole vederci chiaro. La domanda posta è semplice: “gli interventi programmati di taglio e prelievo della vegetazione si configurano come finalizzati a garantire il libero deflusso delle acque non comportando alterazioni permanenti della visione d’insieme del corso d’acqua”? Se così non è “gli interventi suddetti rientrano nelle fattispecie escluse dall’autorizzazione paesaggistica (semplificata ndr) di cui al D.p.r. 31/2017″.

In altre parole, se si tratta di interventi di taglio e prelievo di natura più importante, tali da modificare e alterare permanentemente la “struttura paesaggistica” del Santerno, sarebbe stata necessaria una procedura ad hoc, anziché quella che è stata seguita.

La lettera si chiude con un richiesta di verifica indirizzata anche al Nuovo circondario imolese e al Parco regionale della vena del gesso. Ai quali si chiede di accertare “l’ottemperanza dei lavori avviati alle indicazioni contenute nel verbale conclusivo della conferenza dei sevizi”.

Non rimane che attendere gli sviluppi adempiendo all’ultima richiesta della soprintendenza: “dare ampia diffusione alla presente” lettera.

(Verner Moreno)