Imola. Approda al teatro Ebe Stignani, dal 30 gennaio al 3 febbraio, “Cita a ciegas”, spettacolo tratto dal testo di Mario Diament portato in scena da Gioele Dix. Un’opera letteraria in cui lo scrittore argentino intreccia, nelle vite e nelle relazioni di quattro personaggi, spunti da commedia noir conditi con sapiente ironia.

“Cita a ciegas” (in italiano appuntamento al buio, ndr) è una rappresentazione avvincente e per alcuni versi romantica. Gioele Dix in scena interpreta un uomo non vedente, un famoso scrittore e filosofo che dispensa consigli a chi siede vicino a lui. Ambientato in una piazza di Buenos Aires il richiamo a Jorge Luis Borges (che in quella città vi è nato) è forse più che un accenno.

Assieme all’attore milanese sul palco Laura Marinoni, Sara Bertelà, Elias Schilton, Roberta Lanave. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Franco Parenti e dalla Fondazione Teatro della Toscana con traduzione, adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah.

Gioele Dix, finalmente in Italia – e si può proprio dire finalmente visto che “Cita a ciegas” è stato rappresentato fino ad ora soprattutto all’estero – il testo di Diement?

“Già, finalmente. Il testo è noto ed è già stato molto rappresentato all’estero. Da poco più di un anno ha varcato i nostri confini. E’ dal febbraio dell’anno scorso che lo portiamo, con molto successo, nei teatri di tutta Italia”.

Storie che si intrecciano, consigli che producono cambiamenti anche su chi quei consigli dispensa. Una commedia dei destini umani, che si influenzano vicendevolmente fra loro?

“E’ una commedia dove le storie che ascolto e in cui entro, nel mio personaggio, modificano – e lo fanno nel concreto – le vite degli interlocutori. Sono la sensibilità e la capacità di ascolto le armi più forti, se così vogliamo chiamarle, della seduzione intellettuale. Quella seduzione che incide e modifica la vita di chi ascolta con attenzione. Anche io nel mio personaggio subisco, per una sorta di autoelaborazione continua, lo stesso fascino delle mie e altrui parole”.

Il suo personaggio dice sempre la verità a chi siede accanto?

“Naturalmente no. Nessuno lo fa. Racconto cose, alcune vere e altre meno. Tutto questo produce quel cortocircuito fra i personaggi che mi ascoltano e le loro vite reali. Situazione alla quale neppure io sarò indenne. Sono punti di vista, esistenze che si incontrano e che si modificano via via che lo spettacolo va avanti”.

Un’ultima domanda, come ha vissuto il suo personaggio, un non vedente che “vede” e “sente” più di altri?

“E’ stata una prova molto impegnativa. Non avevo mai interpretato un ruolo così. Non vedere vuol dire focalizzarsi sugli altri sensi. Ascoltare, parlare. Non mi muovo, sto praticamente sempre fermo durante lo spettacolo. Questo non è stato affatto facile per uno come me. Sono abituato a muovermi, a occupare più parti del palcoscenico. Non è stato semplice ma il risultato c’è tutto. Il pubblico è ammaliato dai dialoghi. Immobile, come me, nell’attesa di capire come va a finire.

Orario degli spettacoli: 30/01/2019, ore 21; 31/01/2019, ore 21, 01/02/2019, ore 21, 02/02/2019, ore 15.30 e ore 21; 03/02/2019, ore 15.30.

(Caterina Grazioli)