Imola. Abbiamo posto al sindaco di Castel del Rio, Alberto Baldazzi, alcune domande sul taglio degli alberi lungo il fiume Santerno. Il sindaco ha fornito la sua versione dei fatti a volte esulando dalla questione puntuale formulata.

Sindaco Baldazzi i lavori, secondo lei, stanno rispettando l’autorizzazione ambientale concessa? Ci sono casi di alberi abbattuti o estirpati che sono dubbi?

“I motivi di questo lavoro, dei quali curiosamente non si parla, sono legati a una miglior fruizione del fiume, soprattutto sotto il profilo della sicurezza infrastrutturale. Il lavoro è stato richiesto da Regione e da Arpa, e va detto, preliminarmente, che andrebbe fatto più spesso. Proviamo a spiegarci: le golene dei fiumi accolgono anche tratti di strada, pubblica e privata, ovviamente ponti e ponticelli, nonché aree utilizzate per le attività umane. Quando si deve intervenire con opere infrastrutturali nuove o per manutenzioni di quelle esistenti, sono necessarie opere collaterali, utili affinché l’intervento sulle infrastrutture sia garantito nel tempo – anche per la salvaguardia della spesa pubblica”.

La soprintendenza ai beni paesaggistici di Bologna le ha scritto 2 giorni fa di verificare – insieme ad altri – “l’ottemperanza dei lavori avviati alle indicazioni contenute nel verbale conclusivo della conferenza dei servizi”. Cosa avete verificato fino ad ora? 

“Ricordiamo la piena del 2014, quella che abbatté il Ponte proprio a valle di Castel del Rio, in località Carseggio di Casalfiumanese? Non ci furono morti perché grazie a Dio in quel momento nessuno transitava… insomma è andata bene! Ecco, per la ricostruzione del ponte di Macerato, in programma nel 2019, gli ingegneri hanno chiesto di mitigare il rischio, e le alte e deboli alberature di pioppi all’interno della golena, dalla vita non certo secolare, costituiscono, tra le altre cose, un elemento di rischio”.

Risulta agli atti che il suo Comune non si è presentato alla conferenza dei servizi, pur avendo un patrimonio storico – ambientale indubbiamente di pregio. Perché non avete partecipato?

“Un tempo le manutenzioni venivano fatte con periodicità più frequente, e le golene dei fiumi erano indubbiamente più pulite, e non contavano alberi ad alto fusto, se non sporadicamente. E’ stato calcolato che a Castel del Rio, sull’intero territorio comunale, vi sono oltre un milione di alberi; nello spazio della golena fluviale questo numero si riduce a poche migliaia, e le essenze arbustive sono quelle più appropriate, perché anche in caso di cedimento a causa di piena hanno un impatto minore e creano minori danni collaterali. Le piantumazioni artificiali degli anni 60 e 70 – i pioppi, appunto – oggi non sono più utilizzate. Ora, per il taglio a Castel del Rio stiamo parlando di poche centinaia di unità, e in larga misura non spontanee”.

I suoi uffici stanno seguendo in qualche modo lavori? Il ponte degli Alidosi, nelle foto che ho visto pare un paesaggio lunare, dopo il taglio.

“Oltre a tutto ciò, resta, indubitabilmente, il tema paesaggistico: alti alberi garantiscono un paesaggio migliore, soprattutto in zone di fruizione turistica. Soprattutto al momento del taglio, e nei mesi successivi, è necessario che il contesto venga ripristinato; quindi quello che ora sembra una zona lunare, pian piano recupererà la sua corretta dimensione – che è quella che è sempre stata.  L’invito è pertanto a leggere le cose razionalmente, e dare tempo ai contesti naturali, che l’uomo ‘trattai da sempre, per vederne gli effetti positivi. Le scelte sono razionali e daranno buoni frutti. L’ampio favore all’intervento concesso della ‘gente di montagna’ – qua a Castel del Rio nessuno o quasi ha avuto da obiettare, e anzi l’hanno salutato favorevolmente, soprattutto la gente che con la terra ci lavora – dovrebbe dare riflettere…”.

(Caterina Grazioli)