Imola. “Il Comune ha finalmente capito che è strategico per il nostro territorio puntare sulla valorizzazione del suo anfiteatro romano. E la conferma arrivata dalla giunta guidata da Manuela Sangiorgi secondo la quale ‘l’approfondimento sull’anfiteatro romano’ costituirà certamente una sezione della seconda parte del nuovo Museo, quella dedicata alla fase romana e alle successive trasformazioni medievali non può che riempirmi di orgoglio, visto e considerato che, sul punto, avevo depositato una risoluzione alla giunta regionale”.

 

Il consigliere regionale della Lega, Daniele Marchetti, plaude, dunque alla dichiarazione di intenti del municipio imolese: “L’indirizzo dato con la risoluzione da me presentata in Regione, dopo l’inserimento del monumento sepolto nel catalogo dei beni culturali dell’Emilia-Romagna, sta continuando il suo cammino. L’obiettivo è quello di mantenere viva la memoria su uno scempio compiuto a metà degli anni Cinquanta e la realizzazione di una ricostruzione digitale che troverà spazio nel nuovo museo archeologico, va proprio in questa direzione”.

 

Il progetto di valorizzazione di un’importante pagina storica del comune imolese ha anche raccolto il placet di Lucia Borgonzoni (Lega), sottosegretario ai Beni Culturali del governo Conte.

 

La senatrice leghista recentemente ha incontrato la presidente del Comitato per la valorizzazione dei beni archeologici della città di Imola, professoressa Alessandra Gambetti, la quale ha ricostruito alla sottosegretaria ai Beni culturali, in modo approfondito e con rigore ineccepibile, le travagliate vicende e le complesse dinamiche storiche che, fra gli anni ‘50 e ’60 del Novecento, portarono al saccheggio dell’area archeologica, già vincolata dal Ministero competente.

 

Durante l’incontro, al quale ha partecipato anche Laura Mazzini, archeologa dei Musei, la senatrice Borgonzoni si è impegnata “a tutelare il bene archeologico in questione e a valutare l’utilizzo della banca dati di Telespazio, per capire se vi siano ulteriori informazioni riguardanti l’anfiteatro romano, in grado da rendere la ricostruzione del sito quanto più fedele a quella originaria e individuarne la posizione esatta”.