Central Park, omaggio a “Imagine”

Il 30 gennaio del 1969, il tetto della casa discografica Apple Records ospitò quattro musicisti per un concerto che avrebbe fatto la storia del rock: quei quattro erano i Beatles, alla loro l’ultima performance.

Dopo tre anni di assenza dalle scene erano tornati a suonare dal vivo come una band. Il concerto, ribattezzato “The Beatles’ rooftop concert”, era stato organizzato per girare delle immagini da inserire nel film documentario “Let it Be – Un giorno con i Beatles”. Il gruppo di Liverpool suonò cinque pezzi ripetendoli più volte: Get Back, Don’t Let Me Down, e altri tre meno conosciuti. “Vorrei ringraziarvi a nome del gruppo e speriamo di aver passato l’audizione”, aveva concluso ironicamente John Lennon.

L’esibizione durò 40 minuti, fino all’arrivo della polizia chiamata da alcuni commercianti disturbati dal frastuono. C’è chi dice che l’arrivo delle forze dell’ordine sia stata tutta una messa in scena per raccogliere materiale per il film. Non lo sapremo mai.

“È come se stessimo suonando per il cielo. È stato piuttosto bello”, aveva poi commentato Paul McCartney. Nessuno poteva immaginare che la band si sarebbe sciolta l’anno dopo, nel 1970, dopo l’uscita dell’album “Abbey Road”. Quell’esibizione rappresentò l’epilogo di un viaggio musicale durato dieci anni.

Per noi che eravamo ragazzi, quel concerto e poi lo scioglimento dei Beatles, rappresentò un po’ la “fine dell’innocenza”. Eravamo una nuova generazione che si affacciava alla vita: i nati negli anni ’40 amavano il rock and roll e nelle loro feste lo suonavano a tutto volume. Noi amavamo i Beatles e tutta la musica beat.

Dopo il 1970 ognuno dei quattro ragazzi di Liverpool ha preso la sua strada. John Lennon ha composto “Imagine”, considerata la più bella canzone del secolo scorso, prima di essere ucciso davanti al Dakota di New York nel 1980. A Central Park, proprio di fronte, c’è l’angolo a lui dedicato, sempre pieno di fiori, persone e di ragazzi che suonano le sue canzoni. Paul McCartney continua ancora oggi, che va verso gli ottanta, a sfornare dischi e concerti. George Harrison, scomparso nel 2001, ha continuato la carriera da solista e istituto una fondazione per supportare progetti di beneficenza in tutto il mondo, mentre Ringo Starr ha intrapreso una carriera individuale, sia come musicista sia come attore cinematografico.

Ma i Beatles e quel concerto sui tetti hanno segnato il nostro passaggio dalla adolescenza alla gioventù.

(Tiziano Conti)