Successo di pubblico, come sempre, per Arte Fiera che ha chiuso ieri i battenti al quartiere fieristico di Bologna dopo aver animato la città per oltre una settimana con gli oltre 100 eventi di Art City. Alcune opere e installazioni saranno ancora visibili in città in febbraio, marzo e aprile per chi volesse fare un giro nei prossimi giorni.

L’Uni-Verso di Eduard Habicher

L’installazione di E. Habicher

Una grande scultura disegna lo spazio del cortile d’onore di Palazzo D’Accursio. E’ di Eduard Habicher. Putrelle di acciaio saldate tra loro e dipinte di rosso tracciano una grande semisfera dove i visitatori possono entrare vivendo un senso di accoglienza. Un luogo dai confini definiti e al contempo aperto. Un circuito sospeso che trasmette leggerezza nonostante i materiali pesanti di cui è composto. Un percorso che potrebbe essere la traduzione di un vissuto. Ne risulta un equilibrio che trasmette precarietà e sospensione e al contempo solidità. La forma astratta è un universo che ciascuno può esplorare interiormente e fisicamente fino al 28 febbraio.

 

Le Mille Fiate di Kaufmann

Giardini Squisiti di Kaufman

Otto opere di Massimo Kaufmann collocate al secondo piano di Palazzo D’Accursio, Sala Farnese, dialogano con un ciclo di affreschi del XVII secolo che rappresentano alcuni episodi della storia della città. Dittici e polittici, olio su tela, creano una narrazione astratta che tramite il colore ne restituisce le atmosfere. L’artista indaga la ritmica del caos con soluzioni compositive dove l’invisibile diviene uno stato di immaterialità e non un’assenza. Visitabile fino al 3 marzo.

 

Le nuvole di Leandro Erlich

Leandro Earlich – Collection de Neuges

Tre bacheche nella penombra dell’Oratorio S. Filippo Neri racchiudono altrettante nuvole che si affacciano luminose e incredibilmente reali. Nove lastre di vetro in successione ciascuna delle quali reca una forma leggermente diversa dalle altre stampata in digitale con inchiostro ceramico, producono l’ effetto tipicamente lanoso delle nuvole, tridimensionale . Lo spessore dell’inconsistenza. Per contrasto viene in mente il racconto di Mario Lodi “Il cielo che si muove”. Ma qui le nuvole sono immobili e non si prestano al gioco di forme in continua mutazione. Sono i visitatori che, girando intorno alle teche, percorrono il passaggio dal nulla alla consistenza della percezione ottica. L’effetto meraviglioso e sorprendente è quello della cattura dell’intangibile. L’installazione, una delle più gettonate dal pubblico, era vistabile fino a domenica.

Fabio Ranzolin – It’s like a boon

De-sidera

Bella e originale l’idea della Galleria MLB che in questa edizione di Arte Fiera ha traslocato dai Padiglioni della Fiera nel centro città in un luogo di eccezione: la Torre Prendiparte. Una delle venti torri medievali della città rimaste in piedi, la seconda più alta di Bologna. Prima rifugio della famiglia Prendiparte, poi seminario e nel Settecento prigione per gli autori di reati religiosi. Ancora visibili i graffiti e i disegni sui muri tracciati dai prigionieri. Sette artisti, uno per ogni piano, hanno realizzato opere in armonia con gli spazi della torre. Filo conduttore del percorso espositivo, la spiritualità. Dai frammenti spirituali di pensieri e di vita vissuta di Anna Di Prospero, ai paesaggi surreali di Silvia Camporesi, alle forme e alle rocce di Jacopo Valentini. Dai segreti e le energie del tempo scoperte nei muri da Maurizio Camerani, alle radici antiche che da civiltà e luoghi lontani nel tempo e nello spazio arrivano a casa nostra per interrogarci, indagate da Francesco Pozzato. Dalla ricerca dell’identità attraverso la scoperta dell’impermanenza di Fabio Ranzolin al tappeto di spilli e al vaso rifugio dell’anima durante la vita e dopo la morte di Ketty Tagliatti. Un percorso interessante che il pubblico ha scoperto arrampicandosi a piccoli gruppi su per le scale ripidissime alla conquista dei piani in un’azione simbolica che neanche a farlo apposta ha percorso sette tappe, uno dei numeri della spiritualità. La mostra si è chiusa domenica.

Altri eventi in corso

 Fino al 19 maggio al MAMbo è aperta la mostra dedicata a Mika Rottenberg una delle protagoniste della scena mondiale contemporanea. Di origine argentina e cresciuta in Israele, oggi vive a New York. A Villa delle Rose si può visitare fino al 24 marzo la personale di Goran Trbuljak “Before and after retrospective”, artista croato attivo dalla fine degli anni Sessanta nell’ambito dell’arte concettuale e della cosiddetta New Art Practice.

Una personale di Thomas Struth, “Nature & Politics” è aperta al MAST fino al 22 aprile. Fotografo famoso per le sue vedute urbane, i ritratti individuali e di famiglia, le immagini di grande formato scattate nei musei e alle fotografie della serie Paradise, si è dato negli ultimi anni al tema della scienza e della tecnologia. L’artista belga Geert Goiris espone a Palazzo De’ Toschi fino al 24 febbraio con la personale “Terraforming Fantasies”mentre a Palazzo Bentivoglio Jacopo Benassi con “Bologna Portraits” espone una selezione di fotografie realizzate durante i suoi soggiorni bolognesi negli ultimi anni. Fino al 31 marzo. Alla Pinacoteca Nazionale fino al 31 marzo, Carlo Valsecchi espone le fotografie del Gasometro di via Berti Pichat, in una mostra promossa dal Gruppo Hera. Infine alla Galleria Tripla, un murale a grandezza naturale stampato direttamente a parete con una pistola a getto d’inchiostro di Rob Chavasse è visitabile fino al 14 febbraio.

(v.g.)