Con.Ami, la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi perde un pezzo pregiato del CdA che aveva nominato con quattro persone poiché la quinta, Stefano Cassani, non si è finora mai dimesso. L’imprenditore Luciano Pirazzoli (nella foto) infatti, molto stimato dalla Sangiorgi non ha accettato la nomina per  generici “motivi di lavoro” e ora la situazione diventa pesante con Sara Cirone (voluta dai Comuni del Faentino) che, raggiunta all’estero, per ora non ha deciso se rimanere o meno.

Va all’attacco il sindaco Pd di Faenza Giovanni Malpezzi: “Mi aspettavo che Pirazzoli non accettasse, una persona con conoscenza delle norme non poteva fare altrimenti perché la carica è illegittima in piena violazione dello statuto del Con.Ami. Cosa deve fare ora la sindaca di Imola? Secondo me farebbe bene a convocare l’assemblea dei Comuni soci e annullare la delibera del CdA da lei nominato (oltre a Pirazzoli ci sono per ora Stefania Forte, la Cirone e l’avvocato Giulio Cristofori) e fare dimettere Cassani come era stato deciso tutti d’accordo alcuni mesi fa. Poi si sieda al tavolo, rispetti lo statuto e concordi con i sindaci una nuova cinquina. Se la Sangiorgi non fa un passo indietro, andremo tutti avanti con il ricorso per l’illegittimità”.

Molto dura pure la posizione della Lega che, su tale specifico tema, ha tolto la parola al capogruppo a Imola Simone Carapia che finora aveva sempre difeso la Sangiorgi. A prendere in mano il pallino sono il segretario Marco Casalini e il consigliere regionale e comunale Daniele Marchetti: “Il rischio che tutto salti è altissimo, le cause giudiziarie pesano come macigni, la perdita di credibilità dell’organo di amministrazione del Con.Ami è sempre più evidente alla faccia dei cittadini. Le voci, ora confermate dagli stessi nominati, raccontano di rinunce e di dietrofront rendendo di fatto il Consorzio, che ha in mano moltissimi servizi di 23 comuni, ancora fermo. Se prima eravamo critici, oggi dopo questa ennesima impasse, lo siamo ancor di più. Siamo davanti ad un CdA nominato in solitaria, fermo, immobile, muto, inconcludente, inefficace e delegittimato da buona parte dei suoi soci, con gli stessi consiglieri che tentennano e ritornano sui propri passi, quando in realtà avevano dato loro stessi la disponibilità a mettersi in gioco. Lo immaginavamo e per questo avevamo chiesto un passo indietro a tutti, grillini compresi. Ora siamo estremamente preoccupati, perché a breve dovrebbe arrivare anche la sentenza sulla discarica e quella, in un caso o nell’altro, sarà da gestire. Un Consiglio d’Amministrazione fantasma e di facciata con questa immobilità farà male alla città”.

Pure Giuseppe Palazzolo, consigliere comunale di “Patto per Imola” afferma: “Non riesco a capire perché la sindaca non si decida a convocare immediatamente un CdA. Pirazzoli ha lasciato, Cassani dal sito internet dell’ente risulta ancora in carica, è necessario sapere quanti stanno per rinunciare o meno tenendo bene in conto che un CdA può  pure essere formato da tre persone. Ma se si dimettono ancora altri, sarà necessario tornare in assemblea e vedere cosa si può fare”.

(m.m.)