Imola. Un gruppo di clochard che stazionavano, in particolare durante il periodo notturno, al settimo piano dell’ospedale Santa Maria della Scaletta creando qualche problema ai pazienti e soprattutto ai pochi dipendenti dell’Ausl che sono in servizio di notte e che già devono correre per fronteggiare le emergenze. Le prime lamentele dei familiari e non solo sono giunte la settimana scorsa, l’ora l’Ausl ha dato la sua risposta sul proprio profilo Facebook.

“Ecco alcuni elementi informativi e di riflessione sul problema della presenza, segnalata nei giorni scorsi, di alcuni senza tetto che hanno trovato rifugio in ospedale – scrive l’Ausl -. Già dalle prime segnalazioni interne della presenza notturna di queste persone in uno spazio tecnico del 7° piano dell’Ospedale, la direzione sanitaria dell’Azienda ha preso contatti con le forze dell’ordine, i servizi sociali e i servizi aziendali competenti per studiare una strategia integrata e condivisa che permettesse di garantire la #sicurezza dei pazienti e degli operatori e, contemporaneamente, un supporto a queste persone. L’Ospedale è un luogo di cura ed assistenza: uno sgombero non accompagnato da proposte di aiuto, non è una soluzione.

 “Nei giorni scorsi, #senzariflettori, si è tentato di costruire #percorsi di #supporto e già da alcuni giorni i clochard non pernottano più in ospedale – continuano dall’ufficio stampa dell’Ausl -. I loro effetti personali non sono stati rimossi subito perché si è scelto di dar loro la possibilità di tornare a ritirarli, anche per creare un’occasione di contatto con chi non era ancora stato ‘agganciato’ dai servizi.
Da oggi questi oggetti si trovano in un deposito, ma per lo stesso motivo li si conserverà ancora per un po’.  Nei prossimi giorni l’entrata al vano tecnico sarà chiusa da un cancello, eventuali accessi di clochard in ospedale saranno segnalati alle forze dell’ordine e ai servizi che hanno condiviso con l’Ausl questo percorso. Tutto questo è stato fatto nell’ottica di tutelare operatori, pazienti, visitatori dell’ospedale, ma senza dimenticare che chi cerca rifugio dal freddo su un pavimento dell’ospedale è una #persona con vissuti e bisogni spesso complessi, a cui le istituzioni pubbliche come la nostra devono porre attenzione”.