“Vini ed Arte” a Faenza

Faenza. Il 2018 ha visto registrarsi un trend turistico estremamente positivo ed incoraggiante per quanto riguarda l’intero territorio emiliano romagnolo e della Romagna faentina (Faenza in particolare). Lo dicono gli studi statistici svolti nel triennio 2016-2018, dove in Romagna è stata registrata una percentuale di crescita complessiva del 15,2% per quanto riguarda i turisti italiani e stranieri ivi pervenuti, soprattutto secondo quanto risulta dai dati delle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere della zona.

I sei Comuni dell’Unione della Romagna faentina hanno registrato un 8,1% in più di turisti nell’anno appena trascorso, con Brisighella penalizzata a causa della repentina chiusura di alcune strutture ricettive.

Per quanto riguarda le strutture alberghiere è stata registrato un +8,1% di turisti, mentre per quelle extralberghiere un +8,3% complessivo; parlando della nazionalità dei turisti, attirati soprattutto dalle bellezze culturali, architettoniche ed enogastronomiche soprattutto dell’entroterra romagnolo, l’Unione ha registrato un +16% di stranieri ( che garantiscono permanenze più lunghe, con un maggiore riscontro economico per la zona), ed un +6% di italiani.

Strettamente connesso con la città di Faenza invece, dalle statistiche emerge che in vetta alla lista dei visitatori provenienti dalle varie regioni d’Italia al primo posto vi siano gli emiliano romagnoli, mentre al secondo posto i lombardi, e a questo proposito è importante segnalare che la stragrande maggioranza di visualizzazioni sui social e sui siti dell’ente IF Imola Faenza tourist company provengono proprio dalla Lombardia, in particolare da Milano.

Sulla nazionalità dei cittadini stranieri, si punta soprattutto, a detta di Erik Lanzoni, presidente di IF,  si punta soprattutto ad incentivare il flusso turistico nelle zone dei Paesi Bassi e del Regno Unito; inoltre, i turisti europei sono aumentati del 15% lo scorso anno e, dato curioso, quelli extraeuropei sono aumentati del 3,5% complessivo, con una crescita sostanziale tra i brasiliani (attirati dalla motorvalley, in particolare dall’autodromo di Imola dove ha perso la vita il loro connazionale Ayrton Senna, dalla gastronomia e dai borghi medievali) e tra i giapponesi (+121%).

Si può concludere che l’interesse per l’entroterra e per il turismo urbano sia uno dei fattori scatenanti questa straordinaria crescita; tuttavia, la costa romagnola ne risente, e ciò è dovuto anche a un’inversione di tendenza soprattutto tra i turisti francesi (3797 nel faentino lo scorso anno) e quelli tedeschi (3739 nel 2018) che, sfatando i luoghi comuni che li vogliono prevalentemente nelle zone costiere, stanno sempre di più imparando ad apprezzare l’entroterra.

(Annalaura Matatia)