Imola. Il 3 marzo ci saranno le primarie nazionali, aperte a iscritti del Pd ed elettori del centrosinistra, per eleggere il nuovo segretario nazionale del Partito democratico. In corsa ci sono Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti. Nel territorio del circondario, uno dei più attivi per Zingaretti è l’ex sindaco e on. Raffaello De Brasi che, insieme con altri, ha lavorato fra i soli iscritti di viale Zappi per raggiungere un risultato straordinario: il 56%.

De Brasi, pensate di poter replicare la percentuale ottenuto fra gli iscritti anche il 3 marzo nell’Imolese?

“La mia previsione è che Zingaretti possa ottenere ancor più consenso fra gli elettori che fra gli iscritti anche se partiamo da una percentuale molto alta nel circondario”.

Per quale motivo?

“Il presidente della Regione Lazio è stato capace di unire le diverse culture del Pd, la socialista, la cattolica e la liberaldemocratica. Con lui sono schierati il padre fondatore Romano Prodi, Enrico Letta che sembrava perfino avesse abbandonato la politica e pure altre figure di notevole spicco come Walter Veltroni, Dario Franceschini e Paolo Gentiloni”.

Anche lei è stato renziano…

All’inizio sì, ma poi Renzi ha commesso gravi errori fino ad arrivare a dichiarare che non dirà chi voterà alle primarie, un atteggiamento molto ambiguo e ciò ha costretto Marco Minniti a rinunciare alla candidatura. Zingaretti viene accusato di flirtare con il Movimento 5 stelle, ma non è vero. Fu Renzi, in una prima fase a cercarli, poi dopo le elezioni Martina era favorevole a un tentativo di dialogo ma venne stoppato da un’intervista televisiva di Renzi”.

Almeno con una parte del Movimento 5 stelle bisognerà confrontarsi?

“Zingaretti per ora è l’unico che li ha battuti nel Lazio e non si è alleato con loro. E poi non si può fare di ogni erba un fascio. Come facciamo a non vedere che in Abruzzo i grillini hanno perso quasi il 50% dei consensi? Fico è uguale a Di Maio? I voti persi dal Pd sono andati in parti diverse all’astensione, al M5s e perfino alla Lega. Ora gli iscritti Pd nell’Imolese ci hanno detto che vogliono cambiare pagina rispetto al renzismo. A me è stato insegnato che bisogna entrare nelle contraddizioni di un movimento in difficoltà. Ora che Federico Pizzarotti, ex M5s, è uscito dal Movimento si può costruire un’interlocuzione fra L’Italia in Comune che ha costruito con altri e il Pd”.

Come è composta la vostra lista per l’assemblea nazionale nel collegio che comprende l’Imolese?

“La prima è la consigliera regionale Francesca Marchetti seguita dal capogruppo in consiglio comunale a Imola Roberto Visani e Andrea Federici di Medicina è quarto. Se Zingaretti sarà oltre il 50%, la Marchetti e Visani sicuramente saranno eletti”.

Com’è nel Circondario il rapporto con le altre due mozioni Martina e Giachetti?

“Facciamo i banchetti insieme e siamo tutti d’accordo che il congresso nazionale Pd è un’occasione per far rinascere una grande forza riformista per l’Italia e un’opposizione alternativa e forte all’attuale governo gialloverde. Alla fine della fase congressuale, il mio appello sarà quello di accantonare la naturale competizione che esiste ora e rimetterci tutti insieme per dare una nuova comunità politica al Pd che deve affrontare una ricostruzione del rapporto con la vita concreta delle persone”

E lei De Brasi potrebbe rivestire in futuro ruoli istituzionali?

“Non penso a nessuna candidatura in alcuna competizione elettorale, il mio ciclo per quanto riguarda gli incarichi è finito. Permane una grande passione politica e tenterò di dare un contributo al segretario Marco Panieri e agli altri giovani del Pd per far crescere una nuova classe dirigente capace di guidare al meglio il partito a livello locale”.

(m.m.)