Imola. L’addizionale Irpef aumenta dello 0,15% nel primo anno di mandato della giunta guidata dalla sindaca Manuela Sangiorgi con l’esclusione dei ceti sociali meno abbienti anche se è bene ricordare che già cinque anni fa fu incrementata da Daniele Manca nel 2013 dallo 0,4% allo 0,65%, quindi dello 0,25% senza esclusioni di reddito al ribasso. Solitamente, oltre alle necessità è una strategia per poi cercare di ridurla successivamente con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative.

Ma stavolta la Sangiorgi la “condisce” con molto pepe contro l’amministrazione precedente di centrosinistra e contro gli altri 22 sindaci del Con.Ami colpevoli, a suo avviso, di un forte ostruzionismo contro Imola che ha potuto attingere molto meno del previsto dal fondo di riserva.

“L’attuale Amministrazione comunale, appena insediata, ha dovuto immediatamente provvedere a riequilibrare i conti del 2018 nell’assestamento di luglio per sopperire a mancate entrate di circa 6,7 milioni di euro dovuti in massima parte a due singole voci inserite tra le entrate del nostro ente senza garanzia di copertura. La voce principale sono i famigerati 3 milioni di euro di riserve derivanti dal Con.Ami sui quali Imola non può far più conto senza l’assenso dei Comuni soci del consorzio e ciò a seguito della modifica statutaria voluta per tentare di imbrigliare Imola – si legge nella nota stizzita della giunta grillina -. I bravi amministratori non fanno commissariare i Comuni, non lasciano i bilanci in queste condizioni, non creano società indirette per creare poltrone ad amici e non ascrivono al bilancio cifre non supportate da idonee entrate”.

“Subito dopo l’Amministrazione comunale si è messa al lavoro, col preziosissimo supporto degli uffici comunali, per redigere il bilancio preventivo 2019. Dopo mesi di controllo minuzioso dei conti e di importanti razionalizzazioni, nonostante la nostra volontà, purtroppo è emersa la necessità di adeguare l’addizionale Irpef dallo 0,65% attuale, applicata a tutti senza eccezioni, allo 0,80% (il massimo consentito dal governo che a livello nazionale avrà minori entrate per effetto della parziale flat tax e dunque cerca di recuperarle attraverso Regioni e Comuni, ndr), inserendo però la novità dell’esenzione totale da tale tributo per tutti i nostri concittadini con redditi inferiori a 10mila euro. Ad esempio, chi nel 2018 aveva conseguito un reddito di 9.500 euro pagava all’anno circa 60 euro di addizionale comunale e nel 2019, a parità di reddito, non pagherà nulla. Quindi, per tutti gli altri cittadini non esentati, l’aumento medio sarà di poche decine di euro su base annua, ovviamente parametrato al reddito. Per fare l’esempio della classe dello scaglione di reddito che da sola rappresenta la metà dei contribuenti, quella da 15mila a 28mila euro, l’aumento medio sarà di circa 30 euro annui”.

Ma ecco le reazioni delle opposizioni. Per il segretario del Pd Marco Panieri “aumentare la pressione fiscale (da 0,65% a 0,80%) sulle famiglie, sui lavoratori ed i pensionati è semplicemente irresponsabile, fuori tempo e fuori dal tempo perché accade mentre la sindaca e la sua giunta blocca la produttività e la redditività del patrimonio pubblico. Mettere le mani nelle tasche degli imolesi senza alcun progetto per lo sviluppo economico, senza un piano degli investimenti credibile è una follia. Continuano a incolpare chi governava prima ancora dopo oltre otto mesi di governo e dire che solo il 30 dicembre la Sangiorgi aveva dichiarato che non avrebbe assolutamente aumentato le tasse sulla stampa. I bilanci del Comune erano in equilibrio come certificato dal bilancio 2018 approvato dal consiglio comunale con il parere dei revisori, i buchi si aprono purtroppo grazie alle loro incapacità nella gestione del patrimonio e delle straordinarie risorse pubbliche a disposizione della città. Nel 2013 quando il sindaco Manca aveva rivisto la tassazione, i consiglieri di opposizione oggi in altra veste l’attuale sindaca Sangiorgi, assessore Frati, il vice Patrick Cavina, il consigliere Simone Carapia, manifestavano “incatenando” l’aula del Consiglio Comunale. La revisione era necessaria per garantire i servizi e la loro qualità, mentre chi faceva opposizione gridava allo scandalo”.

“I conti in rosso del Comune di Imola sono ormai noti da tempo e questa amministrazione comunale non brilla certo per atti propensi al risanamento – sostengono Marco Casalini e Daniele Marchetti della Lega (casualmente non parla il capogruppo Carapia, ndr). Era prevedibile, se si voleva salvare la pelle, un aumento delle tasse e questo ritocco al rialzo dell’addizionale Irpef dimostra che non ci sono per ora sistemi fantasmagorici che i grillini potevano ‘giocarsi’. Oggi, come ieri, a morire saranno le speranze degli imolesi che non vedono più speranze in questo ‘nuovo corso’ e sentono sempre più puzza di bruciato. Speriamo che il gioco al massacro tra chi dovrebbe governare la città e i poteri forti che hanno in mano il sistema socio politico del territorio non si trasformi in un bagno di sangue per chi vive Imola”.

Infine il capogruppo di “Patto per Imola” Giuseppe Palazzolo è il meno catastrofico e il più preciso: “La sindaca ha comunicato che nel 2019 ci sarà l’esenzione totale dell’addizionale Irpef comunale per i cittadini imolesi con redditi inferiori a 10mila euro. Purtroppo ha anche dichiarato che è emersa la necessità di aumentare l’addizionale Irpef dallo 0,65% attuale, allo 0,80% per tutti gli altri redditi. Questa piccola anticipazione della manovra complessiva di bilancio porterà alle casse comunali circa 1,4 milioni di euro. Sono consapevole della difficile situazione dei Comuni e quindi anche di Imola, pertanto mi sarei aspettato un messaggio meno allarmante e più completo. I servizi saranno mantenuti? Gli investimenti si ridurranno? Le famiglie bisognose saranno aiutate? Quanto ci costa Area Blu e se è possibile ridurne la spesa? Tantissime altre risposte si aspettano i cittadini, pertanto era meglio presentare il Bilancio di previsione del 2019 nella sua interezza. Quando ci sarà consegnato il bilancio, verificherò se ci saranno le condizioni per ridurre l’aumento di 1.4 milioni di euro”.

(m.m.)