Discreto e garbato, com’era nel tuo stile, te ne sei andato in punta di piedi. In questi mesi, in questi anni in cui i contatti sono stati purtroppo flebili, spesso ricorrevi nei miei pensieri, come in quelli di tanti colleghi giornalisti. Quasi schivo, in un contesto dove spesso bisognava far rumore per farsi notare, sei stato una presenza certa e solida nel panorama del giornalismo motoristico, ed in particolare della F.1.

Quante volte ci eravamo detti che avremmo aspettato per festeggiare insieme il ritorno del Gran Premio di F.1 a Imola.

Com’erano grandi la tua passione ed il tuo amore per questo sport, per il suo tempio naturale, ovvero l’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”, e per la tua Imola.

Ricordo certe chiacchierate nel caldo d’agosto, al fresco del portico del bar Bacchilega, per commentare scenari futuri o per ricordare episodi passati, in sala stampa o in giro per i box durante il Gran premio, tu sempre a caccia di qualcosa di speciale da raccontare sulle colonne di Tuttosport.

Ho pensato spesso alla mano che hai dato a questa città, e te ne sono grato, con la passione che sapevi mettere nel promuovere all’esterno il motorismo che qui trovava casa e si sviluppava. Con quel tuo tipico tenere insieme Comune e autodromo, in nome di un “bene comune” più grande di tutto e di tutti, che si chiama Imola. Com’era naturale fare.

Ora, purtroppo, è giunto il tempo del silenzio. Ma non dell’oblio.

Caro Roberto, ti ricorderò per sempre con grande affetto, stima e amicizia.

(Vinicio Dall’Ara)