Inaugurazione della scuola professionale a Sao Bernardo nel 2001

A 30 anni dall’avvio del progetto di solidarietà ‘Imola Sao Bernardo’ ed a 18 da quello che vede la comunità di Castel del Rio sostenere l’opera delle suore “Pie operaie di san Giuseppe” ad Alvarenga, sempre in Brasile, Massimo Marchignoli, allora sindaco di Imola, racconta il suo viaggio del 2001 nelle favelas brasiliane e come è nato il progetto che oggi lega il Comune della vallata del Santerno con Alvarenga.

Era il gennaio del 2001, quando, per la prima volta, partii per il Brasile per raggiungere le favelas della città di Sao Bernardo. Da poco meno di 2 anni ero stato eletto sindaco della città di Imola. L’Amministrazione comunale era impegnata nel sostenere il progetto di solidarietà e di sostegno all’opera straordinaria che vedeva impegnati diversi missionari della diocesi in quelle favelas brasiliane.

Un progetto promosso, nel 1989, dall’ allora vescovo di Imola Mons. Dardani condiviso dal sindaco Marcello Grandi

e successivamente dal mio predecessore De Brasi e dai vescovi Fabiani e Ghirelli. Furono coinvolte imprese imolesi, in particolare la cooperativa Sacmi, diverse associazioni di volontariato, le parrocchie, ed altri comuni limitrofi come Lugo, Castel Bolognese e Dozza. Quel mio primo viaggio era finalizzato ad inaugurare, nel cuore delle favelas di Sao

I locali della scuola professionale a Sao Bernardo

Bernardo, la scuola di formazione professionale, finanziata dalla cooperativa Sacmi e finalizzata ad insegnare un mestiere ai ragazzi ed alle ragazze che con le loro famiglie vivevano in condizioni di povertà assoluta. Mi ospitarono per 10 giorni i missionari e le suore della parrocchia Gesù di Nazaret, anch’essa collocata nel cuore della favela. Tra i missionari incontrai don Gilberto Raffini, un prete straordinario che in questi ultimi anni è stato parroco di Castel del Rio, il suo Comune di origine.

Una mattina, suor Daniela, mi parlò di suor Adriana, missionaria ad Alvarenga un luogo raggiungibile in circa tre ore di auto. “Suor Adriana appartiene all’ordine delle ‘Pie operaie di san Giuseppe’ -mi disse suor Daniela – e vorrebbe conoscere il sindaco di Imola” aggiunse. Quando sentii pronunciare le parole “ Pie operaie di san Giuseppe” mi travolse il pensiero del mio amato paese e chiesi a suor Daniela di poter andare immediatamente ad incontrare suor Adriana. E così l’indomani partimmo per Alvarenga.

Suor Adriana mi accolse con grande calore e mi condusse a visitare il centro di accoglienza a cui aveva dato vita per aiutare donne, bambini e le loro famiglie. Toccai con mano e con molta emozione quanto fosse importante qualla grande struttura per i poveri della città di Alvarenga. Prima del rientro a Sao Bernardo suor Adriana si rivolse a me con le seguenti parole: “Ti ringrazio tanto per la tua visita ma vorrei confidarti un mio rammarico”. “Dimmi sorella”, dissi. “Non riesco ad avere un rapporto con le mie consorelle di Castel del Rio. Non vorrei disturbarti. Ma tu conosci qualcuno a Castel del Rio?” A suor Adriana non avevo raccontato la storia della mia vita e nemmeno in quel momento lo feci. Mi limitai a dirle “farò tutto il possibile per cancellare il tuo rammarico”.

Dopo il mio rientro ad Imola, mi recai a Castel del Rio per incontrare il sindaco di allora, Salvatore Cavini, ed il mio carissimo amico fin dall’adolescenza, molto legato alla parrocchia locale, Gabriele Piazza. Raccontai loro del mio viaggio in Brasile e dell’incontro con suor Adriana. “Dovreste dare vita ad un comitato locale promosso dalla Parrocchia e dal Comune per sostenere l’opera di suor Adriana ad Alvarenga” proposi loro.

Aderirono con entusiasmo e convinzione e così iniziò un rapporto tra la nostra comunità e suor Adriana. Il resto è storia nota: un intero paese si è stretto attorno ad Alvarenga. Un impegno che continua, una testimonianza concreta di solidarietà e di promozione della dignità umana come ci invita a fare ogni giorno Papa Francesco.

Ringrazio suor Luigina per avermi consentito di raccontare questa storia.

PS. La Congregazione delle Suore “Pie operaie di san Giuseppe” è stata fondata ufficialmente, con l’apertura del Noviziato, il 29 giugno 1927 a Castel del Rio, da Madre Maria Agnese Tribbioli, e ha ricevuto il riconoscimento pontificio nel 1962. Tutt’oggi a Castel del Rio è presente la casa madre, molto attiva nel campo educativo e della solidarietà, sia in sede locale sia a livello internazionale.

(Massimo Marchignoli)

Le foto si riferiscono all’inaugurazione del secondo lotto del centro di formazione professionale “Don Leo Commissari”.  Nelle foto insieme a Massimo Marchignoli, ci sono l’allora presidente della Sacmi, Demos Baldisserri, suor Daniela Bonelli, attuale coordinatrice del Centro di formazione professionale e Nadia Bassi presidente del Comitato Imola Sao Bernardo.