Greta Thumberg, la sedicenne svedese che sta muovendo le coscienze dei giovani di mezzo mondo sulla lotta alle emissioni climalteranti, è l’esempio più calzante di quanto mediaticamente dirompenti possono diventare le convinzioni dei giovani se ispirate da ciò che un loro simile propone con la forza della sincerità, quanto non è stato effimero lo sciopero di Greta davanti al parlamento svedese tanto non è stato casuale che dal nulla sia nato un movimento planetario per il clima aggrappato agli hastag “FridaysForFuture” e “ClimateStrike”.

Canali Youtube ma anche Netfix, Whatsapp o altre app di messaggistica moltiplicheranno in futuro gli effetti positivi e negativi delle notizie date e condivise diffondendo a volte emulazione, empatia o fanatismo; automatismi su cui occorrerà vigilare attentamente, ma con la dovuta cautela, perché nella società delle reti del futuro le responsabilità saranno a carico di tutti noi, “consumautori” e distributori al tempo stesso.

Mai come in questo periodo, dove Milano e Londra sono più calde del Cairo, la giornata a “tema dedicata” la sta facendo da padrone e come sempre accade su internet si estremizza (in negativo) il senso di tutto ciò, quasi a invocare (invano) le “sentenze” degli scienziati sul perché di quella che sembra essere l’unica certezza di questa anomala “primavera d’Europa”, ovvero l’alterazione irregolare del vortice polare.

Dovrebbe spaventare l’idea di perdere quelle che potremmo chiamare le nostre “conoscenze” sull’ambiente che ci circonda, oppure provare inquietudine di fronte alla possibilità che la scienza, la politica e l’etica non possano aiutarci a contrastare efficacemente il global warming, e invece no. L’eventualità di rinunciare al life-style a cui siamo da troppo tempo (mal) abituati ci mette in difficoltà, la maggior parte di noi “preferisce” l’ignoranza, continuando a trascorrere le giornate davanti alla televisione e al cellulare, snobbando chi lavora per limitare il riscaldamento globale in atto prevenendo l’effetto serra; si potrebbe rimediare a decenni di incuria e scelte ambientali sbagliate cominciando ad esempio a denunciare chi getta nei fiumi (e nei fossi) rifiuti, carcasse d’auto, lavatrici, ecc,.

Ci voleva prima un’idea di civiltà come quella che oggi è esplosa, anche mediaticamente, dalla caparbia della piccola (grande) Greta anche se sa di “mission (quasi) impossible, tutto ciò sarebbe dovuto partire molto tempo fa anche e soprattutto da parte di politici illuminati, consapevoli dei danni che il nostro consumismo sfrenato avrebbe nel tempo provocato all’ambiente.

Contro un clima che oggi è impazzito e “contro natura” sarebbero stati d’aiuto anche piccoli gesti quotidiani che dai nostri bisnonni avessero accompagnato lo stile di vita delle successive generazioni fino a noi, passo dopo passo, un passato (anche recente) senza buttare carta per terra e cicche di sigarette a zonzo, risparmiando l’acqua; sul perché ai primi di marzo in Valle d’Aosta lo zero termico da giorni è posizionato a tremila metri ed in Francia si sta facendo il bagno in un oceano caldo come il mar mediterraneo è abbastanza scontato, ma sono “turbamenti” che non hanno fatto presa sul nostro senso civico, da sempre.

(Giuseppe Vassura)