Imola. Esplorazioni geo-turistiche nel territorio imolese, sulle orme di Giuseppe Scarabelli. Ecco cosa propone “La guida del viaggiatore geologo – Cartografia Itinerari Storia” – Alla scoperta dei geositi nel territorio imolese”, che verrà presentata mercoledì 13 marzo, alle 20.30, nella sede del Ceas (Centro educazione alla sostenibilità) imolese, nel plesso Sante Zennaro.

A realizzarla è la società ecosistema, su indicazione e con il coordinamento del Ceas  Imolese, mentre a redigerla stati i geologi Sonia Venturi e Stefano Mariani, che la illustreranno, nel corso della presentazione di mercoledì, insieme al coordinatore del  Ceas Imolese, Massimo Bertozzi, a Catia Nanni, responsabile Ceas del Comune di Imola e all’assessore all’Ambiente, Andrea Longhi.

La guida è stata stampata in 2.700 copie, con il contributo per l’anno 2018 della Regione Emilia Romagna, che ha cofinanziato il progetto predisposto dal Ceas Imolese “Il viaggiatore geologo nell’appennino imolese – esplorazioni geoturistiche sulle orme di Giuseppe Scarabelli”, che prevede la realizzazione della guida ed escursioni guidate ai geositi del territorio.

Sarà in distribuzione gratuita al Ceas, allo Iat del Comune, nei musei civici e nelle biblioteche del territorio. La versione digitale al momento è online nel sito del Ceas.

Come spiega Andrea Longhi, Assessore alla Sicurezza, Legalità e Ambiente, “al Ceas va riconosciuto il ruolo preminente di conoscenza e valorizzazione dei siti di interesse geologico e la volontà di trasmetterne la conoscenza a tutti i cittadini. La valorizzazione  di questi tesori, veri e propri musei naturali, può avvenire attraverso la condivisione delle visite ai siti, tutte ricche di emozioni, che lasceranno un segno indelebile in chi si recherà in quei luoghi”.

Cosa sono i geositi – I geositi sono gli elementi base della geo-varietà di un’area, nei quali è riconoscibile l’azione di un processo geologico antico o attuale, o il suo prodotto. Rappresentano i “luoghi della geologia” e, nel loro insieme, ne costituiscono il “patrimonio geologico”. La Regione Emilia-Romagna ha definito i Geositi attraverso una specifica normativa (Legge Regionale n.9/2006 e successive modificazioni per la conservazione e la valorizzazione della Geodiversità dell’Emilia-Romagna) e nel territorio imolese ha individuato e tutelato ben 13 geositi. Rientrano tra i geositi imolesi paesaggi come i calanchi, rocce come i gessi, le contorsioni delle stratificazioni prodotte dai movimenti della Terra nelle arenarie e nelle marne dell’alta Valle del Santerno.

In principio era la “Guida del viaggiatore …” di Scarabelli –  Il desiderio di far conoscere al maggior numero possibile di persone le meraviglie geologiche e archeologiche del territorio porta Giuseppe Scarabelli Gommi Flamini a disegnare, nel 1864, la “Guida del viaggiatore geologo nella regione Appennina compresa fra le Ferrovie Italiane Pistoja-Bologna, Bologna-Ancona, Ancona-Fossato”, poi stampata nel 1870 come un unico foglio pieghevole (cm 53×75). Si tratta di un’opera di straordinaria modernità per i suoi tempi, nei quali le guide erano spesso costituite da grossissimi volumi.

Una copia originale della Guida è oggi conservata nella Biblioteca Comunale assieme all’intero archivio Scarabelli prodotto in oltre settant’anni di incessanti studi.

Della grande ricchezza naturale del territorio imolese si erano accorti gli studiosi già in tempi storici, primo tra tutti l’imolese Giuseppe Scarabelli (1820-1905), figura di fondamentale importanza, non solo a livello locale, per la sua intensa e proficua attività di ricerca scientifica, con particolare riferimento alla geostratigrafia, alla paleontologia e all’archeologia. Scarabelli esplorò ampiamente e approfonditamente i siti di interesse geologico dell’area bolognese, imolese e faentina, raccogliendone numerose e preziose testimonianze quali note, disegni, fotografie, rocce e fossili: un capitale di conoscenza storica e scientifica che oggi è conservato nei musei locali e che ha apportato fondamentali contributi allo sviluppo delle moderne teorie geologiche. È quindi sembrato naturale intitolargli questa piccola guida, richiamando nel titolo una sua opera del 1870 ideata proprio per la divulgazione, conoscenza e tutela dei beni geologici e della loro interazione con l’uomo. Seguendo simbolicamente le sue orme, a piedi o in auto, si possono scoprire storie naturali affascinanti e probabilmente inaspettate.