I suoi resti sono seminati in diversi siti della città di Imola. Sicuramente, quelli più in vista, sono i capitelli situati nel cortile dell’Annunziata. Quei pesantissimi blocchi sono alcune, pochissime, delle sezioni che formavano l’antico Porto Santerno.

L’acqua era il principale canale di comunicazione verso gli altri centri della Romagna. Specialmente Ravenna, dove venivano portate ceramiche ed ortaggi. Lo scalo era presumibilmente dove ora si trova il ponte di viale Dante. Tuttavia, in epoca romana l’approdo principale pare fosse situato diversi metri prima, dove oggi c’è il supermercato. Sembra infatti, che all’epoca degli scavi per la sua costruzione di quest’ultimo, vennero rinvenuti importanti sezioni di un grande porto di epoca romana.

Poi, verosimilmente a quanto segnalato dagli archeologi locali, un altro approdo, forse di dimensioni più modeste, venne ricavato in epoca medievale nei pressi del ponte di viale Dante.
C’erano delle briglie, che servivano per legare le imbarcazioni, dunque un piccolo molo ma senza la sicurezza che vi fosse anche una struttura di muratura tale da essere denominata un vero e proprio porto. Da qui poi, i commercianti utilizzavano il canale dei Molini per raggiungere i mercati cittadini, preparando il carico prima dell’andata verso altri centri come Lugo o Ravenna.

(Aris Alpi)