Si è ufficialmente chiuso il periodo dei saldi invernali, che la normativa regionale prevede si svolgano a partire dal primo giorno feriale antecedente l’Epifania, quest’anno il 5 gennaio, per una durata massima di sessanta giorni, con un andamento non particolarmente brillante anche nel territorio del circondario nonostante gli sconti applicati siano stati, già fin dall’inizio del periodo, mediamente superiori a quelli dello scorso anno e che hanno raggiunto pure il 70%.

“L’andamento delle vendite del periodo natalizio e del mese di gennaio ha rilevato la tendenza ad aspettare i saldi per fare acquisti – afferma Sabina Quarantini presidente della Confesercenti Imolese – una tendenza confermata da un buon avvio dei saldi nei primi week-end, con un incremento delle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, seguito da un rallentamento e da una diminuzione delle vendite nelle settimane successive che comporta un’insoddisfazione sull’andamento generale del periodo dei saldi”.

La Confesercenti Regionale ha condotto, attraverso il proprio Ufficio Studi, un’indagine telefonica su un campione rappresentativo delle imprese commerciali della regione, per capire l’andamento delle vendite e l’opinione degli imprenditori. Dall’indagine è emerso come solamente il 10,7% delle imprese abbia registrato un incremento delle vendite rispetto al periodo dei saldi invernali del 2018 ed il 44,7% abbia registrato, invece, una diminuzione. Dopo il primo week-end dei saldi (5 e 6 gennaio) l’andamento era stato ben diverso con un 25,5% delle imprese che aveva registrato un incremento e solamente un 29,4% una diminuzione. I saldi invernali, emerge sempre dall’indagine, continuano, comunque, a rappresentare il 24,7% del fatturato totale delle imprese del commercio di abbigliamento, calzature ed accessori; beni questi che rappresentano il 3,9% del totale della spesa delle famiglie emiliano-romagnole.

Quello che si nota, non solo dall’indagine ma anche dai numerosi incontri che teniamo con le imprese dei vari territori – afferma il presidente di Confesercenti Emilia Romagna Dario Domenichini – è che i saldi, pur mantenendo un valore commerciale importante e spesso decisivo per i bilanci delle imprese, abbiano bisogno di una riflessione approfondita che riesca ad elaborare una proposta convincente di modifica dell’attuale normativa, in grado di rappresentare un giusto equilibrio fra la salvaguardia del loro valore di marketing e commerciale, le esigenze in continuo cambiamento dei consumatori e le dinamiche di mercato”.

“Importante – aggiunge la presidente imolese Sabina Quarantini – sarà riflettere sulla durata e le modalità dei saldi in modo tale da mantenere il valore commerciale dell’appuntamento dandogli nuovo vigore, come sarà altrettanto necessario riflettere sulla situazione delle imprese che rischiano di entrare seriamente in crisi se si conferma un trend negativo del settore sia per quanto riguarda le vendite che le chiusure delle attività. Per sostenere il settore appare sempre più necessaria l’adozione di azioni in grado di far riprendere i consumi e la domanda interna, così come sostenere il ruolo dei negozi di vicinato e favorire l’accessibilità e la frequentazione dei centri città”.