Fino a poco più di quattro secoli fa nessun uomo al mondo era in grado di descrivere con accettabile precisione cosa ci aspettava dall’altra parte del globo terrestre. Restava il piacere della sorpresa, il gusto dell’ignoto, l’ansia della scoperta. Oggi, evoluti e disinteressati, non abbiamo più dubbi: dall’altra parte del mondo in cui viviamo si respira la stessa puzza di marcio, lo stesso odore di stantio, la fine delle cose nella decomposizione.

Ma che dico! Ci hanno decisamente superato! Dalle nostre parti il povero Traini si è limitato a gironzolare per le vie di Macerata a bordo della sua auto sparacchiando qua e là contro tutto quello che gli appariva di colore nero, di pelle un po’ più scura. Pessimo tiratore (si fosse almeno preparato a dovere) ha finito per arrecare qualche danno a vetrine varie e, fortunatamente, quasi nessun danno a persone. Ha però finito in bellezza: braccato da volanti della polizia e carabinieri si è arrestato davanti al monumento ai Caduti, vi è salito sopra indossando a mo’ di mantello la bandiera tricolore e si è impegnato in un perfetto saluto romano. Un dilettante con poche idee ma molto confuse. Tanto confuse che ora, il tapino, si dichiara pentito e promette che non lo farà più. Ah!, quelle belle camice nere di una volta non ci sono più! Quelli di una volta sarebbero andati a colpo sicuro in casa del “nero”, lo avrebbero riempito di botte e di bastonate, minacciandolo di ritorno sicuro se non avesse provveduto a cambiare il colore della pelle.

Dall’altre parte del mondo, esattamente sotto i nostri piedi, l’evoluzione si è manifestata in tutta la sua potenza e precisione: prima di tutto una bella arma a canna lunga e caricatore capiente e poi, invece di girare a casaccio in cerca della preda (questa volta il colore della pelle ha virato dallo scuro all’olivastro) si è pensato bene di recarsi in un luogo dove, di sicuro, se ne radunano un certo numero a ore precise e ben ammassati: vuoi mettere la facilità del tiro? E poi, chicca sublime, la diretta sul social in tempo reale: guardate cosa sono capace di fare, guardate ed ammirate come si fa, imparate da me, attore in primis, come si sistema l’essere inferiore, il diverso, la feccia che ha osato invadere il nostro territorio. Il Brenton ne ha ammazzati 50, feriti altri 36 di cui due in grave pericolo di vita. Dicono che Traini stia gironzolando nella cella in preda alla disperazione e alla vergogna. E pure in confusione perchè il Brenton si è esibito in un vistoso “gesto” supremalista: andate a riferire al povero cosa è e cosa significa. Entrambi, tuttavia e comunque la si veda, non sono riusciti neppure a capire, comprendere, riflettere, sulla possibilità che tra loro e gli altri del Bataclan, o quelli di Nizza non vi è differenza alcuna. Poveri!

E’ questo l’uomo? L’uomo che ha varcato la soglia del 2000? Se questo è un uomo (Levi mi perdoni) io desidero fare domanda per una possibile mutazione di specie: il solo pensiero di confusione possibile mi terrorizza, mi annulla, mi deprime. Non sono stati sufficienti gli anni di guerra, i massacri compiuti uomini tra uomini, il sistematico annientamento di una razza “diversa” perpetrato con sistematica atrocia e consapevole fermezza: qualcuno di noi ritiene ancora possibile, corretto, auspicabile l’annientamento del “diverso” per riuscire finalmente ad ottenere una qualità di vita migliore, a testa alta e petto in fuori. Qualcuno ha scritto, un po’ di tempo fa, che la forza del debole risiede nel portare violenza sull’altro: la consapevolezza interiore dell’inferiorità più o meno latente, porta inevitabilmente alla manifestazione di forza. L’uomo consapevole della propria pochezza, l’uomo che si rende ben conto delle proprie lacune e bisogno di migliorarsi, cerca disperatamente nel rapporto con l’altro la traccia di un possibile miglioramento, di un’acquisizione del nuovo, del sapore di cultura diversa. La certezza della propria superiorità indica con una spia rossa la debolezza, l’ignoranza, la mancanza di qualsiasi cultura, l’assenza di amore (possibilmente quello vero) e il declino di una traccia senza fondo. Chi non si rende conto (o se preferite se ne rende conto perfettamente) che soffiare sul fuoco di tale miseria significa andare a cercare il peggio dell’uomo forse non si rende conto di quale danno si stia compiendo. E che si tratti unicamente di un debole inizio.

(Mauro Magnani)