Castel San Pietro (Bo). Asfalto tossico sulle strade castellane? Il dubbio è venuto al consigliere comunale del Movimento 5 stelle Roberto Branchini che ha presentato un’interpellanza al riguardo sull’inchiesta “Strade al veleno” che interessa pure l’Emilia Romagna visto che per gli inquirenti sostanze nocive come nichel, cromo, cloruro e piombo sarebbero state riscontrate in quantità superiori alla norma nel conglomerato ecologico utilizzato per l’asfaltatura di piazze e strade, rifiuti inquinanti come ceneri pesanti e scorie varie in circa cento Comuni.
Nell’interpellanza del consigliere grillino, si mette in evidenza che è emerso come ditte private che lavoravano per conto di Hera nella sistemazione delle condutture di gas e fognature, hanno utilizzato questo materiale e tra queste ditte subappaltanti c’è anche un’azienda imolese e i sindaci dei Comuni di San Lazzaro e Ozzano e sulla stessa linea i sindaci di Zola Predosa e Calderara, si costituiranno parte civile nel procedimento in corso, intimando a Hera di provvedere alla bonifica certificata dagli enti preposti dei siti coinvolti, qualora dovesse essere effettivamente accertata la presenza di sostanze inquinanti.
Nell’interpellanza si rileva che tra i 21 Comuni della provincia di Bologna coinvolti c’è anche Castel San Pietro, di conseguenza Branchini interpella il sindaco Fausto Tinti “per sapere se il Comune si costituirà (si è costituito) parte civile nel processo; se la Regione Emilia Romagna si è resa disponibile a garantire un supporto al nostro e agli altri Comuni coinvolti nell’inchiesta oltre che a comitati di cittadini che volessero intraprendere delle azioni legali, se sono state individuate le zone dove è stato posato l’asfalto venduto al Comune come conglomerato ecologico certificato; se sono previste nell’immediato azioni di rilevazione ed eventuale bonifica dei siti contaminati e se nei confronti di Hera si chiederà di provvedere all’eventuale bonifica dei siti coinvolti a Castello”.