L’ex presidente di Area Blu Alessandro Ambrosini

Imola. Dimissioni improvvise del presidente Alessandro Ambrosini dalla presidenza di Area Blu dopo che era stato nominato in tale carica dall’Amministrazione comunale alla fine di ottobre. Dunque, è riuscito a restare al suo posto per circa cinque mesi, davvero pochi ma evidentemente abbastanza per meritarsi il benservito della stessa giunta che lo aveva portato a tale incarico, quella guidata dalla sindaca Manuela Sangiorgi. Cosa ha combinato di male Ambrosini in questi pochi mesi? Difficile da dire, perché non ha mai esternato in pubblico e non si è nemmeno presentato ufficialmente alla stampa.

Sicuramente aveva un compito non facile, ovvero quello di districarsi fra alcuni  dipendenti non del tutto contenti della loro situazione e i poteri del direttore Carmelo Bonaccorso. Insomma doveva “mostrare i muscoli” e probabilmente non c’è riuscito rimanendo stritolato in quella che è per importanza la seconda partecipata del Comune dopo il Con.Ami dove si attende l’esito di un ricorso al Tar di 22 sindaci contro le nomine effettuate dalla sindaca di Imola per il prossimo 10 aprile.

“Ho cercato di capire alcune cose e di metterle in ordine, ma evidentemente a qualcuno non andavano bene – sottolinea Ambrosini -. Ho scritto tutto quello che ho fatto, ma non era nei miei poteri toccare alcune figure importanti dentro Area Blu. Io avevo lavorato finora solamente nel settore privato, ma nel pubblico cambia tutto, spesso ci si ferma ai formalismi. Comunque è un’esperienza che non rifarei e che chiudo qui”.

Ecco comunque il comunicato ufficiale, poco chiaro, firmato dall’Amministrazione comunale: “Dal giorno del nostro insediamento stiamo lavorando, con profitto, per una reale discontinuità  di Area Blu, sia per quanto riguarda le modalità  di erogazione dei servizi sia per quanto riguarda la riduzione dei costi di approvvigionamento. Soprattutto grazie all’azione dell’assessore Massimiliano Minorchio e della sindaca Manuela Sangiorgi stiamo ‘mettendo a posto’ molte storture, ed errori, del passato e ragionando su una visione complessiva e moderna della città  (bretella, gestione del verde, mobilità  sostenibile), seppur in un contesto difficile e con il problema – noto – dei vincoli di bilancio. Queste azioni sono state inserite nell’ultimo piano industriale (approvato all’unanimità da tutti i soci). Durante l’ultima assemblea degli azionisti, abbiamo tuttavia notato, con rammarico, che il presidente, esprimendo una sua legittima opinione, non ha condiviso alcuni degli indirizzi espressi da tutti e volti, principalmente, ad una semplificazione dell’azione organizzativa dell’azienda e della governance. Al presidente, a cui va comunque il nostro ringraziamento per la disponibilità  dimostrata per un incarico di breve durata, auguriamo le migliori opportunità  per il suo futuro professionale”. Dunque, non vengono esplicitati quali indirizzi.

Subito all’attacco la Lega, ma ovviamente con il consigliere comunale e regionale Daniele Marchetti e non con il capogruppo Simone Carapia che appare ormai un po’ isolato: “Apprendo con stupore delle dimissioni del presidente di Area Blu, Alessandro Ambrosini, persona di fiducia, almeno da quel che mi risulta, dell’assessore Claudio Frati. Ma quali sono le motivazioni che hanno portato il presidente di Area Blu ad abbandonare il suo incarico? Come Presidente della prima commissione consiliare organizzerò al più presto una seduta per capirne le motivazioni”.

E il Pd ha già chiesto di poter visionare i verbali dell’ultima assemblea dei soci di Area Blu dove pare essersi compiuta la rottura finale di una parte dell’Amministrazione (non tutta, ndr) con Ambrosini.

(m.m.)