Bologna.Venerdì scorso sono usciti i “tanto attesi” bandi della Prefettura relativi ai servizi di accoglienza e integrazione a favore dei migranti. “Tanto attesi” perché il Decreto Salvini continua a produrre concretamente, anche nel nostro territorio, i suoi effetti negativi; conseguenze disastrose sull’occupazione e sul modello di integrazione faticosamente costruito negli anni dalle Istituzioni, dalle lavoratrici e dai lavoratori delle cooperative e dall’associazionismo.

 

La Cgil ha denunciato fin da subito, all’interno di tutti i percorsi di mobilitazione messi in campo direttamente e attraverso le iniziative alle quali ha aderito, gli effetti che ne sarebbero derivati. In Area Metropolitana parliamo di centinaia di giovani con alta formazione in ambito sociale e legale, spesso con bassi salari, pochi diritti – e senza alcun ammortizzatore sociale di settore – che hanno deciso di investire professionalmente nell’ambito di una attività a favore degli ultimi, raggiungendo risultati positivi. Un buon esempio di come sia possibile creare occupazione anche fuori dai soliti canoni, a vantaggio di una società più giusta, più evoluta, multietnica e più sicura per tutti. Ora il governo ha deciso di demolire completamente questo sistema.

 

La Cgil tutta non si rassegna alla istituzione di strutture che siano solo di contenimento. Crediamo sia fondamentale preservare il modello dei servizi dell’accoglienza e continueremo ad essere al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, a tutela del lavoro e a tutela dei diritti umani. Analizzeremo con attenzione i bandi, le conseguenze sul lavoro e i riflessi sulle condizioni di vita delle persone accolte.

Chiederemo nei prossimi giorni un incontro alla Prefettura di Bologna per conoscere meglio l’impatto dei nuovi bandi sulla situazione all’interno delle strutture e chiediamo che, fin da ora, venga effettuata una proroga dei servizi alle medesime condizioni economiche e normative a partire dal mese di aprile.

(Sonia Sovilla, Cgil Bo)