Da oggi e fino a domenica si tiene a Verona il Congresso Mondiale delle famiglie. I media ne parlano da settimane e da settimane in Italia e in altri Paesi se ne discute. L’obiettivo del congresso è “l’affermazione e la celebrazione della famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società”. Il dissenso ai principi e ai contenuti proposti dagli organizzatori non ha tardato a manifestarsi, in primis dal movimento Non Una di Meno  in agitazione permanente. Dopo l’8 marzo moltissime saranno a Verona, da diverse città italiane e dall’estero alla manifestazione indetta sabato 30 alle 14,30 per protestare contro la discriminazione e la violenza patriarcale, omofoba e antiabortista espressa nei contenuti e negli obiettivi del Congresso.

Anche da Imola partirà un pullman organizzato dalla CGIL e da Trama di Terre che partirà alle ore 10 dal parcheggio ex Riverside , zona lungofiume. Ancora alcuni posti disponibili per cui si possono contattare la CGIL (3357808443) e Trama di Terre (3511906936). Partecipa alla mobilitazione anche il Comitato Pace e Diritti del Circondario imolese.

In un volantino si definisce l’iniziativa “di matrice misogina e patriarcale che ha avuto l’appoggio del Governo, attraverso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Veneto. Da Matteo Salvini, passando per il Ministro della famiglia Fontana fino al senatore leghista Pillon esponenti di diversa provenienza, antiabortisti e omofobi tutti insieme per attaccare i diritti di autodeterminazione delle donne, lesbiche, gay, trans e di tutte e tutti.” La rete Non Una di meno si è data appuntamento a Verona per tre giorni di mobilitazione per parlare dei diritti delle donne insieme al movimento femminista internazionale

“Consideriamo questa iniziativa” in difesa della famiglia naturale, molto pericolosa”, si legge nel volantino, “perché è un grave attacco ai diritti delle donne, ai diritti civili di tutti e tutte noi, alla libertà di movimento, alla libertà di scelta sui nostri corpi e i nostri desideri. Il Decreto immigrazione e sicurezza firmato Salvini e il disegno di legge Pillon sono il prodotto più manifesto di questo governo sessista e razzista che utilizza un modello unico di famiglia bianca, occidentale, eterosessuale e potenzialmente benestante per escludere i soggetti altri e trasformarli in nemici da controllare. Come donne sappiamo bene che questo modello di famiglia è il luogo per eccellenza dove si consumano violenze e maltrattamenti contro di noi. Sappiamo che la discriminazione e la violenza patriarcale e istituzionale agita contro donne, lesbiche, gay e trans ha radice nella cultura sessista fondata sul sistema gerarchico maschio-femmina”.

 

(v.g.)