Imola. Un fulmine, ma non certo a ciel sereno. Le criticità c’erano tutte e ne abbiamo scritto ampiamente. Solo chi non voleva vedere poteva pensare che la proposta di calendario di pista del 2019 dell’autodromo Ferrari passasse indenne le valutazioni degli enti di controllo. Da una parte Arpae, organo di controllo ambientale e dall’altra la Ausl, organo che tutela la salute dei cittadini. Due pareri e ambedue negativi sulla proposta di Formula Imola di potere svolgere fino a 126 giornate di attività rumorose divise fra giornate in deroga, deroga “speciale” e “quasi deroga”.

In testa a tutto il fonometro n. 7 di via dei Colli. Installato il 19 marzo del 2018 (con il via libera anche di Formula Imola, ndr) ora, secondo la società che gestisce l’autodromo, misurerebbe dati “sovrastimati”. Non è della stessa idea Arpae che ritiene il fonometro facente parte integrante della rete di rilevamento e posizionato in area idonea e, soprattutto, pubblica. Come del resto il fonometro posizionato in via Musso – il numero 6 – sul quale, complici probabilmente le rilevazioni favorevoli, non è mai stata verbalizzata nessuna contestazione.

Altro tema di scontro riguarda il cd. “sedime dell’autodromo”. Mentre Formula Imola ne dà una definizione estensiva che comprenderebbe anche le abitazioni, il parco, le strade interne, ecc. (tutto quello che è compreso all’interno dell’anello della pista, in buona sostanza) Arpae è, ed è sempre stata, dell’avviso opposto. Corrobora poi la valutazione dell’agenzia ambientale la sentenza del Consiglio di Stato che, sul tema, con la decisione del gennaio del 2018, aveva inciso anche sulla definizione di sedime. Il Provvedimento, riformando la sentenza del Tar felsineo (con la quale i ricorrenti avevano vinto contro il comune riguardo la classificazione acustica del parco delle Acque Minerali) aveva anche disposto che il sedime dell’autodromo si fermava alla pista, non proseguendo nel salotto di casa delle abitazioni vicine. In tre parole “parere non favorevole”. Punto.

La Ausl dal canto suo non è stata da meno, anzi. Il tema centrale è la mancata riduzione delle giornate in deroga “coincidenti con le attività didattiche della scuola Pelloni Tabanelli, come invece avvenuto negli anni precedenti”. Nel 2018 le giornate in deroga alla massima rumorosità concomitanti all’attività didattica erano state 11 mentre nel 2019 il calendario ne prevederebbe 16, un aumento che deve essere sembrato veramente troppo se sommato a tutto il resto. Accento anche sull’inclusione delle deroghe cd “speciali” nelle ordinarie con una loro riduzione complessiva e sulla mancata indicazione della massima pressione acustica nelle singole giornate di deroga.

Formula Imola dal canto suo pare avesse già previsto la mala parata. Tanto che nella giornata del 28 marzo – con un giorno di anticipo sulla riunione istituzionale che sarebbe seguita il giorno dopo al tavolo dell’assessore Maurizio Lelli – aveva richiesto gli fossero trasmessi i pareri di Arpae e Ausl e un termine di 10 giorni per “controdedurre”. Nel frattempo le uniche giornate motoristiche concesse in deroga alla massima rumorosità da piazza Matteotti, con la delibera di giunta n. 60 del 29 marzo, sono 5 ad aprile e 10 maggio.

(Verner Moreno)