James Joyce

Imola. “Il cammino di Bloom. Sentieri simbolici nella Dublino di Joyce” (Pàtron editore, Bologna, 2019) è il titolo del nuovo lavoro letterario di Andrea Pagani, con prefazione di Renzo Crivelli. L’appuntamento è per venerdì 5 aprile, ore 20.30, alla sala delle Stagioni in via Emilia 25 ad Imola. Ne parleranno assieme all’autore Gian Mario Anselmi, docente università di Bologna e WuMing2, autore Einaudi. Leggeranno brani dell’opera di Joyce Maurizio Bacchilega, Daniela Bartoli, Aldina Sommariva.

Sinossi
Esiste una figura “misteriosa” che vagabonda nella città di Dublino, giovedì 16 giugno 1904, nella mappa letteraria dell’Ulisse di James Joyce: si tratta di un curioso personaggio vestito con un macintosh marrone, al quale, per un bizzarro equivoco, viene dato appunto il nome di Mr McIntosh.

Il saggio di Andrea Pagani, grazie ad un’analisi dettagliata delle occorrenze testuali dell’Ulisse e delle corrispondenze con altre opere di Joyce (le Lettere, il poemetto in prosa Giacomo Joyce, ed ovviamente Gente di Dublino e Dedalus), entra nel complesso ingranaggio del capolavoro joyciano attraverso una porta laterale, secondaria, nascosta, e si interroga sulla identità di tale Mr McIntosh, personaggio in apparenza irrilevante, che fa capolino nel libro come comparsa incidentale, ma che in realtà instaura un fondamentale, decisivo rapporto con gli altri protagonisti dell’opera, Leopold Bloom, Stephen Dedalus, Molly Bloom.

Il lavoro di Pagani, una specie di detection ermeneutica, segue le traiettorie, i movimenti, gli incroci dei personaggi, la generale toponomastica dell’Ulisse, nella convinzione che ogni spostamento rivesta un segreto profondo significato simbolico (è noto, infatti, che l’autore nella composizione dell’opera tenesse costantemente aperta la pianta di Dublino e facesse muovere i suoi personaggi secondo una logica precisa).

Lo svelamento di tali rapporti letterari e umani fra i personaggi permette una riflessione più ampia sulle ragioni strutturali che sorreggono l’Ulisse, e anche sui collegamenti fra il romanzo di Joyce e i coevi libri di Marcel Proust e Virginia Woolf.

Andrea Pagani, allievo di Gian Mario Anselmi ed Ezio Raimondi, è docente di Letteratura Italiana e Storia, collaboratore di Zanichelli, presidente dell’associazione culturale “Ippogrifo. Vivere la scrittura”, membro del comitato scientifico del “Centro studi Camporesi”. Per gli editori Bononia University Press, Olschki, Longo, Panini, Mandragora, Bacchilega, Babbomorto ha pubblicato una ventina di saggi storico-letterari sul Cinque-Seicento (Tasso, Basile, Garzoni) e sul Novecento (Calvino, Proust, Buzzati). È autore anche (per Pendragon, Ponte Vecchio, Mobydick) di sette romanzi.