Spett. redazione,
Di acqua, sotto i ponti, ne scorre sempre meno, ma veramente in secca sembra essere finito il “Contratto di Fiume” del Santerno.

Esaminando i documenti concernenti il taglio degli alberi di alto fusto che hanno alterato il paesaggio nei dintorni del ponte Alidosi, si rileva che le Amministrazioni della Vallata erano state preventivamente informate di quanto si profilava all’orizzonte.
Fin dal novembre 2017 la Regione Emilia Romagna aveva notificato l’avvio della procedura per la Conferenza dei Servizi; procedimento conseguente alla richiesta di tagliare gli alberi; da parte di una ditta privata.
Procedura avviata con una CdF il 14 dicembre 2017 e conclusa con la CdS del 26 marzo 2018.

In quel periodo era nel vivo il progetto “partecipato” Santerno Resiliente.
Il progetto “partecipato”, il 23 novembre 2017, era ospite della sindaca Mortero, a Borgo Tossignano, in concomitanza all”arrivo della prima convocazione del Sac.

Faceva tappa a Fontanelice in gennaio, a Castel del Rio in febbraio era ospite del sindaco Baldazzi. Si concludeva formalmente a Imola il 24 marzo 2018 alla presenza del Commissario. I sindaci presenti fisicamente non mettevano a disposizioni le informazioni di cui disponevano.
Inoltre l’ Amministrazione di Castel del Rio declinava l’invito del Sac regionale a presenziare alle CdS; mentre i Comuni di Fontanelice, Casalfiumanese e Borgo Tossignano si affidavano al Circondario.

A distanza di mesi dall’avvio del taglio, il coordinamento di “Santerno Resiliente”, su sollecitazione di una cittadina, ha provveduto a invitare i sindaci ad un “Tavolo di Negoziazione” per avere lumi sul loro incomprensibile atteggiamento. I sindaci Baldazzi, Ponti, Mortero, Rivola, non hanno ritenuto di presentarsi. Permane il loro assordante silenzio sulla vicenda.

Alcune domande sorgono spontanee.
Come è possibile che dei pubblici amministratori finanzino in modo diretto, eludendo procedure consolidate di bando per l’affidamento, un progetto.
Poi, al momento in cui il Contratto di Fiume ha la possibilità di espletare effettivamente la sua funzione, il coinvolgimento della popolazione su un intervento nel territorio che compete loro, non mettono a disposizione deo loro Cittadini, le informazioni di cui sono portatori?
Come giustificano 32.500 €, risorse in gran parte pubbliche, che sarebbero stati destinati per supportare questo “progetto” , una volta evidenziata come elusa una finalità dichiarata?
Ma che idea si sono fatti del “Contratto di Fiume”?

(Giacomo Buganè – GeoL@b onlus)