Imola. Si fa un gran parlare in questi giorni della sentenza del Mugello. Da allora in città fior fiore di avvocati, costituzionalisti ed anche qualche quirinalista – tutti ovviamente da tastiera – hanno espresso il loro punto di vista qualificato ma, come spesso accade, si sono dimenticati di leggere la sentenza.

Il caso. Un residente ricorre al Tar della Toscana per la troppa – a suo dire – rumorosità della pista. L’organo di giustizia amministrativa boccia la sua lagnanza. Un’articolata serie di motivi ne spiegano le ragioni. I noti avvocati “de noantri” subito si sono concentrati sugli unici due aspetti che non c’entrano assolutamente nulla – per fortuna loro – con la pista del circuito imolese.

Il primo punto preso a mo’ di clava per tacitare le richieste dei residenti e dei comitati, e di converso dare torto a Arpae e Ausl che, per la prima volta hanno scritto nettamente che la misura pare colma, riguarda le deroghe notturne illimitate. Ecco, cittadini, state accorti perché al Mugello si potrebbe pure fare attività tutta la notte – negata dal Comune ma fa lo stesso – e qui si corre solo di giorno.

Nulla di più inesatto, naturalmente. A Imola, come ovunque, l’attività motoristica notturna non si può svolgere per un semplice motivo: deve essere rispettato il valore di 35 dB all’interno delle abitazioni durante l’attività motoristica. Qualcuno, savio, può pensare che con auto o moto in pista che producono 110 dB allo scarico quel valore potrebbe essere rispettato? Naturalmente no, ma i noti commentatori ben si guardano dal dirlo.

Il punto più succulento, quello dove sta la ciccia morsa a grandi zannate dai “vedete che al Mugello si può fare” è però quello del numero delle deroghe e la modalità della loro concessione. E’ vero, al Mugello sono tante ma con un’accortezza. Devono sempre essere rispettati i limiti di “attenzione”. E che saranno mai questi limiti? E’ presto detto con un esempio. La scuola Pelloni Tabanelli, per sua natura di polo educativo soggetta a una tutela giustamente più stringente, non potrebbe sopportare livelli d’inquinamento acustico superiori a 60 dB per più di un’ora. Cosa che non avviene praticamente mai per ogni attività motoristica in deroga che si svolge in autodromo, basta leggere le rilevazioni che Arpae pubblica periodicamente. In altre parole se il Comune di Imola concedesse le autorizzazioni in deroga come il suo collega toscano quasi nessuna deroga potrebbe essere svolta al Ferrari. Altro che deroghe illimitate e “grazie alla sentenza del Tar della Toscana”. Oltre alla scuola di Montebello così sarebbe per tutte le abitazioni e le attività nelle vicinanze – e nemmeno tanto – del circuito.

Per ultimo va detto che il ricorrente che ha perso la causa al Mugello aveva nel salotto di casa una rumorosità, riconducibile all’autodromo, di 27,6 dB. Insomma, un silenzio pari a quello del Piratello. Ed è per questo motivo che i giudici non hanno accolto la sua tesi. Oltre al fatto che il Comune non ha nessun obbligo di concedere le deroghe ma è un suo potere, con buona pace del “ci rivolgeremo alla magistratura” e “chiediamo solo le deroghe nel rispetto della legge”.

Attenzione, la legge potrebbe riservare delle sorprese.

(Verner Moreno)