Imola. E’ un ex assessore e un attivista di spessore (è stato senza dubbio un ago della bilancia importante nelle elezioni imolesi) quello che raggiungiamo al telefono in una mattinata concitata per la politica locale. Sul tavolo la decisione della giunta della sindaca Manuela Sangiorgi di dare informalmente il via libera ad un calendario 2019 dell’autodromo giudicato da molti (in primis Arpae e l’azienda Usl) probabilmente, e almeno per ora, eccessivo.

Queste parole del comunicato stampa della giunta comunale a Roi non sono proprio piaciute: “A tal proposito anticipiamo che le giornate di attività di pista, da 118 nel 2018, quest’anno saranno di più per conservare in pareggio l’esercizio”.

Roi, cosa stanno facendo a Imola per farla arrabbiare così tanto?

“Ma come si fa a mettere sullo stesso piano il pareggio di bilancio e la salute dei cittadini? Qualcuno conosce la differenza fra la salute – che è un diritto – e la possibilità di fare profitti? E, se parliamo di pareggi di bilancio, bisogna considerare che fra le spese ci sono tutte quelle sostenute da Con.Ami che è un ente pubblico. Mica sono soldi di altri, sono sempre dei cittadini anche se stanno in un altro bilancio!”.

La giunta sta sbagliando?

“Guardi, sarò molto franco. Secondo me non solo stanno sbagliando ma si stanno suicidando. Ci siamo presentati alle elezioni – io c’ero e lo so – con un programma che sull’autodromo prevedeva ben altro. Basta leggerlo. Riduzione della rumorosità, che in sostanza vuol dire fare meno giornate motoristiche. E cosa sta succedendo invece? La giunta vuole aumentare le giornate per il pareggio di bilancio”.

Detta così non sembra una cosa negativa.

“Sono indignato. Il pareggio di bilancio non c’entra nulla con il programma con il quale ci siamo presentati, e abbiamo vinto le elezioni l’anno scorso. Pensa che chi ci ha votato perché avevamo una posizione ferma sull’autodromo ci avrebbe dato il voto se avessimo scritto quello che ora dicono dalla giunta? Io credo di no. Abbiamo – anzi hanno perché io mi dissocio completamente da questa decisione, e lo dico a chi mi ha votato – una responsabilità sulle spalle. E quella responsabilità si chiama coerenza”.

Pertanto cosa bisognerebbe fare?

“Una cosa semplicissima: rispettare la parola data agli elettori. Rispettare con coerenza il programma elettorale sul quale i cittadini ci hanno dato fiducia. Le faccio un esempio che pare molti non capiscano. Le deroghe alla massima rumorosità. Io ho una carriera giuridica, lo sanno tutti. Ebbene, se si parla di deroga alla legge questa deve essere di carattere eccezionale. Come è possibile considerare eccezionale un provvedimento che si reitera per 90 o più volte in un anno? Qualche giurista da tastiera potrà pure trovarci un senso ma nei tribunali – non parlo della giustizia amministrativa – le assicuro che suonerebbe un po’ strano”.

Formula Imola scrive che le deroghe alla massima rumorosità sono legali e praticamente dovute.

“Formula Imola, o chi lo dice per lei, sa benissimo che la legge è un’altra. Le deroghe, meglio l’autorizzazione a infrangere – ribadisco eccezionalmente – la legge, è una facoltà in capo al Comune di Imola. Basta leggersi la norma in materia dove sta scritto nero su bianco “possono essere consentite deroghe”. Beh, sfido qualunque giurista, da tastiera e non, a dare una interpretazione diversa al verbo potere se non quello che chi quel potere detiene – il Comune – decide cosa autorizzare e cosa no. E questa valutazione va fatta sulla scorta del bene primario tutelato dalla norma: la salute delle persone, non del pareggio di bilancio. E su questo punto centinaia e centinaia di cittadini ci hanno dato fiducia. Non si può tornare indietro”.

Quindi?

“Quindi io non ci sto. Ezio Roi non ci sta. E lo dico con forza a tutti quelli che mi hanno dato fiducia e il voto”.

(Verner Moreno)