Dovrebbe essere approvato entro aprile un provvedimento della Regione per permettere ai Comuni la scelta di ridurre del 10% l’affitto per chi vive da solo in casa popolare con un Isee inferiore a 17mila euro.

Non possiamo che essere contenti nel vedere introdotte misure che aiutano la condizione economica di chi fatica ad arrivare a fine mese, ma ci chiediamo perché applicare selettivamente questa misura invece che estenderla a tutte le famiglie che vivono in casa popolare. Forse dei genitori con lavori precari e figli da mantenere o una coppia di anziani con problemi di salute non hanno altrettante difficoltà economiche?

Questo provvedimento è un’implicita ammissione, da parte della giunta regionale PD, che la riforma ERP fortemente voluta negli anni scorsi, con anche il silenzio assenso della Lega, non sia stato altro che un modo per aumentare gli affitti nelle case popolari, al quale ora cercano di fare parziale marcia indietro con uno sconto.

Lo Sportello Antisfratto Imola già da tempo aveva evidenziato come la riforma regionale ERP avesse incrementato nell’imolese gli affitti del 14%, raccogliendo anche oltre 90 firme di inquilini ERP in un appello per chiedere una rimodulazione degli affitti e maggiori investimenti per la manutenzione.

Infatti la precedente amministrazione comunale PD aveva applicato la riforma, che lasciava i singoli Comuni liberi di stabilire entro una certa fascia quale valore al metro quadro adottare per il ricalcolo degli affitti, scegliendo una delle tariffe al metro quadro più alte in regione per i Comuni non capoluogo. Scelta alla quale in consiglio comunale il M5S non si oppose.

Chiediamo ora all’amministrazione del M5S, se fosse interessata a dare un reale segnale di discontinuità rispetto al passato, di abbassare il valore delle tariffe comunali al metro quadro: basterebbe questa scelta per calmierare senza distinzioni gli aumenti causati dalla riforma regionale dal 12% al 18%!

(Sportello Antisfratto Imola – Potere al Popolo Imola)