Imola. Si è svolto il 9 aprile nella sala del Consiglio Comunale, l’incontro conclusivo del progetto “Educare alla Legalità”, che per il secondo anno consecutivo Luisa Rago ha organizzato nelle scuole con l’attiva partecipazione della Guardia di Finanza, comando provinciale di Bologna, Compagnia di Imola, il patrocinio del Comune, della Regione Emilia Romagna e il contributo delle aziende  Cefla e Weleda.

L’iniziativa pubblica ha visto la partecipazione del dottor Fausto Cardella, attuale Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, che ha incontrato gli studenti dell’istituto superiore “Paolini Cassiano” di Imola.

In apertura dell’incontro, la sindaca Manuela Sangiorgi ha consegnato al dottor Fausto Cardella il Grifo Città di Imola, con la seguente motivazione: “Al Procuratore Generale Fausto Cardella il nostro ampio riconoscimento unito ai sentimenti di stima e profonda ammirazione e gratitudine per il lavoro e la dedizione di una vita nella lotta alla criminalità organizzata e al perseguimento dei valori della legalità. Che il suo esempio possa essere il modello per tanti”.

A questo proposito ha sottolineato la sindaca Manuela Sangiorgi “è un piacere per me e per l’intera amministrazione comunale della città di Imola ospitare il dottor Cardella, Procuratore Generale della Repubblica a Perugia, e le tante autorità presenti. La salvaguardia e la promozione dei valori di democrazia, legalità e libertà hanno contraddistinto ed accompagnato l’intera carriera di Cardella che, applicato alla Direzione distrettuale Antimafia di Caltanissetta, ha partecipato alle indagini sulle stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e le rispettive scorte”.

Nel concludere il proprio intervento, la sindaca ha poi aggiunto: “Il dottor Cardella è per noi un esempio costante di impegno nell’educazione alla legalità, nell’elaborazione e nella diffusione della cultura dei valori civili nutrendo la consapevolezza che condizioni quali dignità, libertà, solidarietà e sicurezza necessitano di un continuo percorso di sostegno e difesa. Per questo è vincolante l’impegno quotidiano delle istituzioni nel forgiare una coscienza civile e culturale alle nuove generazioni incentrata sul rispetto delle regole di convivenza sociale poste alla base di qualsiasi comunità”.

“Sono felice ed è per me un onore ricevere il Grifo Città di Imola. Ringrazio la sindaca Manuela Sangiorgi per avermelo consegnato” ha detto il dott. Fausto Cardella, nel corso della cerimonia di consegna del più importante riconoscimento cittadino. “Conoscevo già Imola, una città che può essere considerata un esempio di buona amministrazione e da oggi avrò un motivo in più per amarla e per ritornarci” ha aggiunto il procuratore Cardella, che ha voluto ringraziare anche gli assessori Andrea Longhi e Claudia Resta, presenti alla cerimonia di consegna e Luisa Rago, che ha organizzato il progetto “Educare alla Legalità” e che lo ha contattato per averlo protagonista oggi dell’incontro con gli studenti dell’istituto “Paolini Cassiano”. “Per me  è un giorno significativo, nel momento in cui mi approccio al termine della carriera” ha aggiunto.

Parlando dell’attività di magistrato il Procuratore Cardella ha poi sottolineato: “L’Italia ha un primato che nessun altro Paese del libero Occidente possiede: è quello di avere 28 magistrati uccisi dalla mafia, dal terrorismo o da altre forme di criminalità. A questo triste elenco si aggiungono anche gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza ed anche giornalisti e politici uccisi nel compiere il proprio lavoro. Per questo il mio ringraziamento va alle Forze dell’Ordine, che accompagnano quotidianamente il lavoro della Magistratura”. Il Procuratore Cardella ha messo in evidenza come fra i 28 magistrati uccisi ce ne siano alcuni che sono meno noti alla ribalta delle cronache nazionali. Fra questi Giangiacomo Ciaccio Montalto, ucciso dalla mafia a Trapani e Alberto Giacomelli, anch’egli ucciso a Trapani, il cui figlio don Giuseppe, è parroco ad Imola.

Nel ripercorrere le vicende che hanno portato alla loro uccisione, il Procuratore Cardella ha affermato: “Nel lavoro del magistrato la carriera può scorrere liscia, però bisogna essere preparati perché almeno una volta nella vita può accadere l’episodio in cui devi dimostrare di avere la schiena dritta, che significa difendere chi ha ragione e compiere le scelte giuste. Ed è quanto hanno fatto sia Montalto sia Giacomelli, sia tutti gli altri magistrati uccisi”.

Rivolgendosi agli studenti, ha poi aggiunto: “Oggi non basta più non compromettersi con le mafie, oggi bisogna combatterle”.

Infine, ha ricordato la recente iniziativa dello Stato di Israele che, insieme ad una delegazione di magistrati italiani, ha messo a dimora, nel bosco sacro alle porte di Gerusalemme, 28 piante in memoria dei 28 magistrati italiani uccisi dal mafie e dalla criminalità. “Un gesto che mi è sembrato molto toccante, quello compiuto dallo Stato di Israele ed oggi dedico il riconoscimento del Grifo Città di Imola proprio a quei nostri 28 magistrati uccisi”.