Imola. E’ un’impresa difficile, lo sappiamo. La politica locale riserva sorprese ogni giorno. Leggere però nella stessa giornata due posizioni contrapposte è troppo anche per i cronisti più scafati.

Si parla di autodromo, naturalmente. E del calendario di pista del 2019. Nervo scoperto, fra i tanti, della nuova amministrazione pentastellata. Anzi, forse “quadristellata” visto che la stella dell’ambiente, almeno su questo versante pare (anche se speriamo di no) appannata. Da una parte il comunicato della giunta comunale che richiama all’unità:“Quella che viene definita erroneamente tensione all’interno della giunta non è altro che un confronto democratico per trovare la migliore soluzione ad una situazione importante quanto delicata”. Con tanto di dichiarazione di intenti:“A tal proposito anticipiamo che le giornate di attività di pista, da 118 nel 2018, quest’anno saranno di più per conservare in pareggio l’esercizio”. Di più, ma non si era detto e scritto che dovevano essere di meno? Il pareggio di bilancio – non scherziamo –  con quello che spende Con.Ami (soldi dei cittadini)?

Dall’altra parte, sempre il Movimento 5 stelle (salvo errori o omonimie è lo stesso che compone la giunta) che spara ad alzo zero su Formula Imola e il suo presidente: “Vedere i continui attacchi alla struttura portati dal Presidente della società che gestisce l’Autodromo fa molto male, come fa male alla città e all’Autodromo leggere di insinuazioni totalmente infondate su presunte divisioni nella giunta o nella parte politica del Movimento 5 stelle Imola”. Va bene, fino a qui ci siamo senza contare però che “Estense farebbe bene a chiedersi se condivide la linea politica votata a maggioranza dai cittadini, cioè quella del Movimento 5 stelle, e in caso negativo valutare un passo indietro, essendo Formula Imola ormai da quasi 2 anni (maggio 2017) una società pubblica al 100% e non più in parte una sua proprietà”. Quale fosse la linea politica votata dalla maggioranza dei cittadini lo sanno tutti e non è certamente quella dell’aumento delle giornate di attività motoristica. Né, quella, di continuare a buttare soldi pubblici nel “calderone dell’autodromo”, come veniva etichettato fino a poco tempo fa. Fateci poi capire bene, tocca a Estense “condividere la linea politica” o gli toccherebbe – solamente – attuarla?   

Dose rincarata qualche riga dopo con parole nettissime “Sarebbe ora che Estense lo capisse e accettasse di seguire le linee politiche dettate dall’amministrazione votata a maggioranza anziché gravare ulteriormente sui cittadini con le perdite provocate dalla sua gestione di Formula Imola. È invece il presidente Estense che sta lavorando in tal senso, avendo chiuso nel 2018 il bilancio in grave perdita nonostante egli abbia avuto carta bianca su tutto il programma anche sforando più volte i limiti di legge, palesando una incapacità nella gestione che non lascia adito a molti dubbi”.

Decidetevi: Estense lavora bene o male? Se “chiude i bilanci in grave perdita” rimane al comando o va a casa? Cosa ci azzecca, direbbe un ex famoso politico molisano, l’aumento delle giornate di pista con “nel frattempo siamo impegnati a dare una risposta a quei cittadini che hanno manifestato disagio sulla tematica inerente le emissioni sonore”. Va da sé che un aumento delle giornate non produce una riduzione della rumorosità ma un suo aumento.

Chiude tutto l’ennesima dichiarazione di “guerra distensiva”. “Esiste però la possibilità per il presidente Estense di mandare un segnale di collaborazione e distensione verso i consiglieri del Movimento 5 Stelle di Imola: come ben sa, tutti noi abbiamo presentato il nostro casellario giudiziario e il nostro curriculum vitae al momento della nostra candidatura a ricoprire il ruolo. Si potrebbe iniziare da questi semplici atti di trasparenza, già fatti da molti suoi colleghi di altre società pubbliche, per cercare di lavorare insieme con maggiore fiducia. Avere la certezza di aver a che fare con persone che non hanno nulla da nascondere può certamente giocare a favore di un maggiore dialogo”.

Un attimo di attenzione, cosa volete dirci con “Avere la certezza di aver a che fare con persone che non hanno nulla da nascondere”? La frase è forte e andrebbe spiegata. Chi è che non ha certezze? Si tratta di una società pubblica – al 100% – e la legge, segnatamente il D.lgs 33/2013, dispone che gli obblighi di trasparenza vadano assolti anche per le società partecipate.

O forse Imola gode di extraterritorialità e le leggi italiane valgono un po’ meno?