Stefano Cucchi

“Fatti i cazzi tuoi. E se vuoi continuare a fare il carabiniere devi seguire la linea dell’Arma”.
Dobbiamo tutti fermarci a riflettere su queste poche parole, che riporto integralmente, così come sono state pronunciate davanti ad un giudice da un reo confesso. Sono parole di una tale gravità da lasciare intimiditi. La garanzia dello Stato di Diritto, la difesa democratica dell’individuo sono state vilipese, derise, ignorate. Sono occorsi nove anni e il coraggio. la determinazione di una donna per far venire alla luce la vergogna di una delle istituzioni più importanti dello Stato di Diritto: la difesa della legalità, del diritto.

All’interno di quelle mura, di quella caserma, dalle parole del carabiniere Francesco Tedesco, viene alla superficie un reato di tale gravità da far terminare nell’oblio quello pur grave di un giovane spacciatore di droga, seguito da un sistema di menzogne, di vergognose coperture, di fin troppo facili depistaggi, fino alla ricerca di una verità, vergognosa, di comoda copertura. Solo oggi, dopo 3458 giorni, il comandante supremo dell’Arma, prende carta e penna e trova la dignità di scrivere parole di scusa e di ammissione di colpevolezza, fino a trovare la forma e la forza di costituirsi parte civile in difesa dell’oltraggio subito dall’intera Arma dei Carabinieri. Qualcuno dirà che forse è un po’ tardi: ogni cittadino Italiano rifletta e ne tragga ragione.

Non dovremmo poi neppure dimenticarci di quei medici usciti indenni dopo la sentenza definitiva del 18 luglio 2016, assolti dall’accusa di omicidio colposo: che anche loro abbiano il tempo e il coraggio di riflettere su ciò che è realmente accaduto. Noi non siamo medici, ma confondere malnutrizione con pestaggio non è cosa da poco.

Ci ricorderemo, e dovremo farlo, anche della Signora Ilaria, sorella di Stefano: il profondo coraggio e la certa determinazione di questa donna hanno avuto ragione della menzogna di Stato, della vergogna di Stato. Grazie, Ilaria, per avere non solo difeso tuo fratello, ma tutti noi, dalla violenza ingiustificabile di un’istituzione votata, al contrario, alla difesa di noi tutti. La tua certezza nella difesa della verità, la tua forza nel pretendere giustizia ci sia di esempio nella consapevolezza della forza del diritto. Una vera e rara lezione di difesa della democrazia, quella vera.

(Mauro Magnani)