Ravenna. Sono passati oltre 4 mesi da quando è esplosa, diventando di dominio pubblico, la crisi della CMC di Ravenna; infatti è stato alla fine di novembre dello scorso anno che la grande cooperativa edile per mettersi al riparo da eventuali richieste di fallimento avanzate da creditori depositò una proposta di concordato in bianco con riserva, proposta che fu accolta pienamente dal Tribunale di Ravenna.

Sono stati 4 mesi di lavoro intensi per i legali e i tecnici della cooperativa incaricati di redarre la proposta di piano concordatario che è stata depositata in Tribunale lunedì 8 aprile; tale proposta è articolata in diverse centinaia di pagine dove vengono spiegate le ragioni e la natura della grave situazione economica e in che modo si ha intenzione di riportare a galla la CMC, accontentando nel contempo soci, lavoratori, creditori, clienti e fornitori.

Piano e proposta di concordato prevedono la continuità aziendale della CMC, cioè l’azienda continuerà a rimanere una cooperativa, e vi sono previsti la soddisfazione  integrale per i creditori privilegiati, per quelli in prededuzione e per i fornitori strategici, mentre i creditori chirografari saranno soddisfatti parzialmente mediante strumenti finanziari partecipativi e sempre a questi ultimi saranno destinati gli attivi di bilancio del prossimo decennio.

Nella proposta di concordato diversi e articolati sono gli interventi per far ripartire la CMC, i due più importanti riguardano, uno l’avvio immediato volto a ripianare parte dei debiti mettendo in vendita alcune aziende di pregio controllate dalla cooperativa e alcuni immobili che da tempo risultano non più funzionali all’attività produttiva dell’azienda e l’altro è quello di trovare una soluzione all’imponente esposizione finanziaria (circa 900 milioni di Euro) con le banche e altri finanziatori che vogliono rientrare dei capitali investiti, e infine un ultimo ma importante elemento verte sul come garantire la continuità dell’azienda una volta uscita dalla crisi.

Adesso si attende l’omologazione del concordato da parte del Tribunale di Ravenna, decisiva come per altro per tutti i concordati con parziale cessione dei beni sarà la soddisfazione dei creditori chirografari e quindi il loro voto positivo a maggioranza sulla proposta di concordato, a tal proposito presto tali creditori, prima di passare al voto, saranno chiamati in assemblea ad esporre una propria valutazione del piano concordatario presentato da CMC e in quell’occasione si potranno chiedere anche delle eventuali modifiche.

 

(Edgardo Farolfi)