Bologna. Due giorni fa, la Cgil Camera del Lavoro metropolitana di Bologna ha promosso e ospitato il dibattito dal titolo “Lavoro e logistica nel territorio metropolitano bolognese. Quale ruolo dell’impresa cooperativa per la legalità e per la qualità del lavoro. Proposte e riflessioni”.

L’iniziativa ha visto gli interventi di Giacomo Stagni (segreteria Cgil Bologna), Andrea Matteuzzi (segretario Filt-Cgil Bologna), Susanna Sandri (Filt-Cgil Bologna), Stefano Malorgio (segretario generale Filt-Cgil nazionale), Stefania Mangione (Studio legale associato), Rita Ghedini (presidente Legacoop Bologna), Marco Lombardo (assessore Comune di Bologna), e di numerosi delegati del settore merci e logistica. Le conclusioni sono state affidate a Maurizio Lunghi (segretario generale Cgil Bologna).

 

Il convegno ha analizzato la situazione della logistica bolognese, un settore in forte espansione nel nostro territorio e fortemente integrato con il manifatturiero. In questo comparto sono impiegato circa 20.000      lavoratori, con una presenza molto importante di società cooperative. E’ qui, dunque, che oggi si gioca una partita fondamentale sulla qualità del lavoro nel nostro apparato produttivo. In particolare, la sfida che la Cgil e la Filt sotto le due Torri propongono alle istituzioni e alle controparti è quella di come garantire l’applicazione delle leggi e dei diritti contrattuali dei lavoratori, evitando una competizione al massimo ribasso che ha degli effetti devastanti anche sul tema della legalità. “Abbiamo chiesto un ruolo attivo di tutte le componenti sociali e istituzionali del nostro territorio – sottolinea Stagni – al fine di combattere le cooperative spurie, che sono un elemento di distorsione della competizione e che favoriscono le infiltrazioni malavitose”. Su questo terreno, aggiunge il dirigente della Cgil di Bologna “si deve combattere la sfida della legalità: è un elemento essenziale per la qualità del nostro apparato produttivo, che deve avere come elemento di competizione l’innovazione e la qualificazione del lavoro e non il suo sfruttamento. Combattere le cooperative spurie significa anche difendere i valori originari della cooperazione che sono radicati nel nostro territorio con una lunga tradizione”.

 

Da questo punto di vista, la Cgil ha aderito alla raccolta di firme promossa dalla stessa Legacoop contro le coop spurie, per una proposta di legge che è ancora ferma in parlamento e dovrebbe invece essere discussa al più presto. Ma la logistica è un terreno di scontro sul tema degli appalti, la cui regolamentazione è propedeutica a combattere forme di illegalità e di competizione al ribasso. La Cgil assume questo tema come prioritario nella contrattazione, perché questo fenomeno si combatte solo con un’assunzione di responsabilità di tutti gli attori in campo aziende appaltatrici comprese.

 

Matteuzzi Andrea, segretario territoriale Filt Bologna, dichiara “la nostra categoria è impegnata in prima fila nella tutela dei diritti dei lavoratori del settor, ieri abbiamo presentato proposte concrete su: coinvolgimento del sindacato sullo stato di crisi delle cooperative, per evitare abbassamenti delle tutele e dei diritti. Un ulteriore problema riguarda l’istituto delle quote sociali, che obbligano il lavoratore al versamento di quote sociali di quote particolarmente elevate (anche fino a 10.000) euro. Sono lavoratori che non sono in grado di completare i versamenti e che alla cessazione dei rapporti di lavoro, si trovano debitori cui vengono decurtati i TFR.