Una seduta del consiglio comunale rinnovato nel 2018

Imola. E’ Il capogruppo della Lega Simone Carapia ad anticipare tutti, velocissimo e informatissimo, a conferenza stampa della sindaca Manuela Sangiorgi ancora in corso sul Tar che non ha concesso la sospensiva richiesta dai sindaci di 21 Comuni sul Con.Ami: “Il Tar da ragione al Comune di Imola sulla questione Cda del Con.Ami. Una buona notizia per i cittadini e per il nostro territorio. Sono infatti prevalse le ragioni e la buona fede di chi voleva far ripartire gli investimenti nelle nostre città . E’ stata invece una sconfitta totale di quei sindaci Pd o pseudo Pd che hanno perso mesi preziosi con polemiche strumentali e faziose. Tutto ciò in nome di un ostruzionismo irresponsabile motivato dalla volontà di sabotare il Comune di Imola e punire il voto democratico espresso dagli imolesi. Questi sindaci ora si facciano un esame di coscienza e chiedano scusa ai cittadini di Imola e dei territori che amministrano”.

A testimonianza che in Lega non si vada proprio d’amore e d’accordo in città arriva dopo un secondo comunicato del Carroccio firmato dal consigliere regionale e comunale Daniele Marchetti e dal segretario Marco Casalini: “Ora, finita la battaglia condotta a carte bollate, non esistono più impedimenti e, finalmente, il consiglio di amministrazione del Con.Ami si potrà concentrare sui fatti: serve un piano industriale che, finalmente, preveda che il patrimonio del Consorzio venga investito sul territorio e non rimanga più congelato inutilmente come è accaduto fino a oggi”.

Molto deciso a favore della sindaca di Imola pure il consigliere comunale di Patto per Imola Giuseppe Palazzolo: “In questi mesi sono stato attaccato con accuse vergognose perché ho invitato apertamente Manuela Sangiorgi, a intraprendere una chiara e dura iniziativa per uscire dallo stallo per le nomine del Consiglio di Amministrazione del Con.Ami. I sindaci Pd del Con.Ami (escluso Firenzuola) che hanno presentato ricorso e alcuni esponenti del centrodestra sono stati sconfitti perché hanno manifestato apertamente di rappresentare le vecchie logiche politiche. Non hanno minimamente pensato che per il bene della collettività era necessario prendere atto che gli elettori imolesi (M5S e centrodestra) che hanno votato e fatto eleggere al ballottaggio, Manuela Sangiorgi a sindaca, chiedevano un vero cambiamento e chiarezza di comportamenti. Non avevo mai visto così tante forze politiche, organi societari, esperti dell’ultimo minuto che si sono schierati per mettere in crisi la città di Imola. Infatti, la questione era diventata squisitamente politica, ribaltare il voto democratico”.

Contro la sindaca invece Giuseppina Brienza di Italia in Comune: “Il parere del Tar sul Con.Ami, permette alla sindaca Sangiorgi di andare all’incasso politico senza merito. La strategia del muro contro muro ha permesso alla sindaca di uscire bene e di nascondere la propria assoluta incapacità di governare il Con.Ami. Come le abbiamo più volte chiesto, dovrebbe usare i fondi del Con.Ami non per pareggiare il bilancio e tamponare i buchi della spesa corrente, ma spenderli per finanziare un progetto di sviluppo e di rilancio per la città. Come Italia in Comune lo avevamo già dichiarato e lo ribadiamo a gran voce. Non è la polemica spicciola sugli enti che porterà il nostro territorio a crescere e mai come ora la buona politica è stata così lontana dai bisogni della nostra città”.

In attesa del giudizio di merito, il Pd sostiene che “la decisione del Tar non cancella il dato di fatto di un Consiglio di amministrazione composto da due persone che esclude dalla rappresentanza la stragrande maggioranza dei Comuni del Consorzio. La forzatura operata dalla sindaca di Imola non è dovuta come dice lei, al fatto che gli altri sindaci non abbiano accettato il risultato elettorale che ha portato il M5S a governare Imola con il voto degli elettori delle Lega, le sue decisioni avventate, sono state dettate da una cultura politica inadeguata a governare un sistema complesso come il Con.Ami. La sindaca persegue l’isolamento del Comune di Imola. La nostra è una continua preoccupazione dell’isolamento, politico, economico del nostro territorio, che porta ogni giorno di più ad un inevitabile arretramento di tutto il territorio. Imola da guida illuminata si sta trasformando in zavorra per lo sviluppo di un sistema che ha sempre portato benessere e progresso. Sicuramente non si risolvono i problemi politici con i giudici e gli avvocati, ma con il rispetto istituzionale e la cooperazione territoriale. La sindaca afferma che ‘rinnoveremo il Cda dopo la sua scadenza a giugno’. Speriamo di non rivedere lo stesso film che ha prodotto questo grave conflitto istituzionale. Perché è nella realtà delle cose che un Cda deciso solo dal Comune di Imola non potrà mai funzionare. Con.Ami non è una società per azioni che può essere governato dal socio di maggioranza, ma un insieme di Comuni, di territori e di comunità, che hanno il diritto di essere rappresentati nel Cda e di contare in Assemblea. Così come il Comune di Imola ha il diritto di essere rappresentato e di contare per il peso che ha nel Consorzio. In attesa di conoscere la data della Commissione comunale, richiesta da tempo, e ancora inevasa porgiamo alla sindaca una domanda: come e quando intende approvare il piano industriale?”.