Un’immagine dell’attuale consiglio comunale di Imola

Imola. Le spiegazioni e i chiarimenti sull’assessore Andrea Longhi che ricevette una condanna definitiva pesante, parecchi anni fa quando faceva il poliziotto e che ora ha la fedina penale pulita, sono stati mandati ai probiviri del Movimento 5 stelle nazionale che li aveva richiesti. Costoro, pare, li vaglieranno con attenzione e con calma e se così fosse fino a dopo le elezioni europee del 26 maggio non ci saranno scrolloni. Intanto fino a notte del 15 aprile c’è stata una discussione presenti la giunta e il gruppo consiliare del M5s.

Intanto il 16 aprile è stato convocato un consiglio comunale, difficile ma non impossibile che l’argomento venga discusso in una comunicazione. Forse se ne parlerà più avanti, nella seduta del 29 aprile.

Nel frattempo c’è da registrare la dura presa di Potere al popolo contro Longhi: “Riconosciuto colpevole per lesioni colpose, falso e calunnia, il tribunale, pur confermandone la condanna, avrebbe concesso la non menzione nel casellario giudiziario dei reati. All’interno della maggioranza 5 Stelle è in corso un dibattito tra chi vuole chiedere o meno le dimissioni da assessore di Longhi, sostenuto in primis dalla sindaca Manuela Sangiorgi che ne prende le difese ‘con le unghie e con i denti’. Non ci interessa nulla del codice etico dei 5 Stelle e di eventuali appigli legali, come non ci interessa come appaia Longhi in superficie, ben sapendo qual è il suo operato in passato. È inutile che ora Longhi provi a minimizzare sulla stampa parlando di errori giudiziari, Imola non è una metropoli e conosciamo direttamente i fatti per i quali è stato condannato e la persona che li ha subiti”.

Prudente e attendista la Lega del consigliere comunale e regionale Daniele Marchetti e del segretario Marco Casalini: “I panni sporchi si lavano in casa! Agli imolesi, delle beghe interne dei grillini sul Santerno, non gliene frega niente. I cittadini chiedono sviluppo e investimenti per rilanciare il nostro territorio. Se si chiede la sfiducia in consiglio comunale per qualche amministratore la si porta avanti per demeriti politici, non per regole interne a un movimento politico. Nel caso venisse presentata una mozione di sfiducia faremo le valutazioni solo dopo averne letto il testo, crediamo però che i fan della Sangiorgi ed eventualmente i suoi detrattori farebbero meglio a convocare una riunione di maggioranza smettendo di tenera la città bloccata per via di spaccature interne”. Come ormai avviene da un po’ di tempo, sulla questione, il capogruppo in consiglio comunale del Carroccio, Simone Carapia, non ha firmato il comunicato della Lega.