Avrebbero bisogno di buoni esempi perché così come ammirano la serietà di chi sta al di là della scrivania, quando questi trasmette pratico realismo, tanto possono odiare i “mandatari” poco verosimili e avversi alle passioni su ciò che interessa loro, ovvero le opportunità d’area.

Per i giovani delle generazioni “Z” (nati 1995>2012) e “Y” (inizio anni ’80 fino ai primi anni ’90) sarà quindi una “mission impossible” esprimersi al meglio? Sembra proprio di sì.

Colpa di ciò in primis le istituzioni, amministrazioni comunali e regionali, ma anche aziende private, che non trasmettono nel modo giusto alle nuove generazioni il pool di saperi in loro possesso, creando uno smarrimento di passione educativa e pedagogica che amplifica in loro il disagio nella quotidianità che tende a far a meno di loro e che vede, di conseguenza, i ragazzi vivere e relazionare solo con loro stessi, poco nel bene soprattutto nel male.

Un esempio di ciò è la gestione degli ultimi anni dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola che ha finora privilegiato (con poche eccezioni) le vicende sportive delle due e quattro ruote non promuovendo invece, come “co-priorità”, visite guidate a basso costo agli “under 20”del circondario e magari a costo zero per tutti gli studenti “tematici”.

I “rumours” in città, non senza qualche risolino beffardo, sussurrano a confermare che il management del circuito del Santerno sembri intenzionato a preferire anche nel futuro prossimo, ai ragazzi delle scuole superiori, il businness legato al turismo ciclo-enogastronomico ossia il solito raduno di capelli grigi e occhiali da vista, che da (troppo) tempo interessa unicamente le due generazioni antecedenti quelle dei giovanissimi millennials e post-millennials.

Nessuno sforzo d’innovazione o rivoluzione tecnologica per una crescita culturale e formativa dei ragazzi, il guardar lontano da parte di chi gestisce il modus operandi della “cosa pubblica” funziona a cantieri separati e non al passo coi tempi, ed ecco perché anche il rapporto degli studenti con l’apprendistato latita; la mancanza di spazi per la loro giovane età ove usufruire di tecnologie di comunicazione istantanea (anche) orientata allo scambio di esperienze didattiche, commerciali e semmai anche ludiche, amplifica il loro disagio nel vivere la quotidianità.

Completa infine questo desolante quadro il progressivo decadimento di doveri, diritti e valori riguardanti certi aspetti della nostra società, che non fa altro che far crescere nei giovani disinteresse e scetticismo; le loro idee (vincenti ) restano quindi nel cassetto e pure lo spirito innovativo, primario pedigree simbolo di fierezza e coraggio che solo adolescenti e ragazzi possiedono.

Demeriti quindi da addebitare agli enti istituzionali ed alle tante aziende multiservizi del territorio, come il sopracitato autodromo ma anche ad esempio Con.Ami, che potrebbero far molto per loro ma che sembrano distanti dalle tematiche giovanili finanziando di contro “mission aziendali” che navigano verso orizzonti old economy, remando contro le aspettative dei ragazzi.

Sono questi errori che si ripercuoteranno in sede di consensi, anche elettorali, quando questi adolescenti ne avranno l’opportunità perché gli attuali orientamenti politico-istituzionali non seguono il trend che permette loro di “crescere”, di sviluppare indipendenza e anche di conquistarsi quel pezzettino di mondo che solo a loro appartiene.

(Giuseppe Vassura)