Imola. Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello promosso dalla Regione, da Herambiente e dal Con.Ami per l’annullamento della sentenza del Tar Bologna del 2018, confermando definitivamente che il progetto di ampliamento della discarica Tre Monti, parcellizzato e suddiviso in due progetti paralleli (sopraelevazione e ampliamento) ha violato le procedure di Valutazione di impatto ambientale (Via) e dunque non può essere realizzato.

Il Comune, che nel giudizio in appello sì è costituito per tutelare la salute pubblica, rappresentando l’inadeguatezza, nell’ambito del procedimento di Via, delle valutazioni sanitarie effettuate, ritiene pertanto di avere correttamente evidenziato profili di illegittimità accolti nel merito dal Consiglio di Stato.

Commentando la sentenza,  la sindaca pentastellata Manuela Sangiorgi dichiara: “Aspettavamo con trepidazione, dalla fine dello scorso dicembre, quest’ottima notizia che intendiamo come una tutela assoluta per il nostro ambiente e per la salute degli imolesi. La respinta del ricorso presentato da Regione, Herambiente e Con.Ami contro la sentenza del Tar relativa all’ampliamento del sito di via Pediano trova un elemento rafforzativo, inoltre, nell’eccezione prodotta come Comune di Imola relativa al profilo della salute pubblica dove mancavano evidentemente gli approfondimenti adeguati e necessari. Siamo molto soddisfatti, continuiamo a tutelare Imola e i suoi cittadini, ora a livello regionale dovranno individuare in modo definitivo un piano B per la gestione dei rifiuti”.

Contenta pure la capogruppo in Regione del Movimento 5 stelle Silvia Piccinini: ““La sentenza del Consiglio di Stato sulla discarica Tre Monti, oltre a essere la pietra tombale sul progetto di ampliamento, è una bocciatura senza appello per la Regione. Bocciatura sia dal punto di vista amministrativo sia politico. Adesso il presidente della Regione Stefano Bonaccini si metta l’anima in pace e prenda spunto da questa sentenza per ripensare totalmente il sistema di gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna, ribaltando una volta per tutte il paradigma inceneritori&discariche sul quale si è basato fino ad oggi e tanto caro al Pd. Finalmente è stata scritta la parola fine ad una vicenda contro la quale il Movimento 5 Stelle, sia a Imola sia in Regione, si è sempre battuto contestando lo scellerato progetto di ampliamento della discarica che avrebbe comportato danni sia dal punto di vista ambientale sia per la salute dei cittadini. Caparbietà dimostrata dalle associazioni ambientaliste affiancate dalla nuova amministrazione comunale e dalla nostra sindaca Manuela Sangiorgi che a ottobre dello scorso anno aveva coraggiosamente deciso di costituirsi in giudizio proprio nel ricorso in appello al Consiglio di Stato presentato dalla Regione”.

“Sulla discarica: aumenta la preoccupazione per la tenuta del bilancio comunale e l’effettiva possibilità di ricevere da ConAmi quei 6 milioni e 500 messi a preventivo addirittura per tre anni, 2019, 2020 e 2021 – afferma Carmen Cappello  di Imola Guardavanti -. Temo che il vincolo imposto dai Revisori dei Conti al Comune, di destinare i risparmi che verranno dal bilancio 2018 a coprire le minori entrate da utili del ConAmi, sarà un palliativo. Cosa farà il Comune il prossimo anno? Io credo sia arrivato il momento di aprire una discussione su cosa fare dell’impianto Tre Monti e studiare un possibile utilizzo o riconversione che coniughi le esigenze di tutela della salute con l’uso utile per tutti”.

Il capogruppo della Lega in consiglio comunale a Imola Simone Carapia sottolinea: “Dopo il Tar seconda scoppola per il Pd che non ne azzecca più una, infatti il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da Regione, Hera e Con.Ami contro la sentenza del Tar che a inizio 2018, aveva stoppato l’ampliamento del sito di via Pediano. Prima il Tar sul CdA del Con.Ami, ora il Consiglio di Stato sulla discarica, il Pd a tutti i livelli ha preso due grandi ‘sberle pasquali’. Ora mi aspetto che l’ex presidente di Con.Ami, che siede ancora nel Cda di Hera Stefano Manara , uno dei promotori di questo ricorso respinto, lasci immediatamente la sua poltrona da 60mila euro”.

Infine per l’on Galeazzo Bignami e il vicecoordinatore provinciale Nicolas Vacchi, entrambi di Forza Italia, “la sentenza del Consiglio di Stato, che respinge gli appelli principali per la riapertura della discarica Tre Monti, è una vittoria dei cittadini e decreta la sconfitta sonora di quel Pd che, a livello locale e regionale, insieme con Hera, ha continuato a insistere a suon di carte e ricorsi, per tenere aperto un impianto datato, di oltre 40 anni, che ha incassato rifiuti provenienti da tutta Italia, su un’area che adesso, a nostro avviso, ha solo bisogno di essere bonificata. Proprio qualche giorno fa avevamo sollecitato la Regione a chiudere l’iter per l’ampliamento della Tre Monti, che giace depositato dal marzo 2017 e ci aspettiamo che questo sia il primo atto a seguito della sentenza”.

(m.m.)