Roma. Il Consiglio di Stato boccia definitivamente la sopraelevazione della discarica Tre Monti di Imola. Una sentenza attesissima che pone la parola fine, dopo più di 40 anni di attività, alla discarica “più vecchia d’europa”. Il procedimento di ampliamento portato avanti da Herambiente, Con.Ami e Regione Emilia-Romagna viene definitivamente bocciato dalla magistratura. Una vittoria netta di tutti i Comitati, di Legambiente e del WWF.

La notizia è appena giunta in Redazione e ne tratteggiamo solo gli aspetti più importanti. Su tutto le parole della Corte che rigettano i ricorsi: “In definitiva, pertanto, vanno respinti gli appelli principali; in accoglimento delle censure riproposte in questa sede, vanno accolti il secondo e il terzo motivo del ricorso originario e, per l’effetto, va riformata la sentenza di primo grado, in parte quava respinta l’istanza di rimessione della questione di legittimità costituzionale di cui in epigrafe, perché irrilevante ai fini del decidere. La complessità delle questioni trattate costituisce giusto motivo di integrale compensazione delle spese di lite del presente grado di appello”.

I motivi di appello non sono stati ritenuti validi dalla Corte che mette in evidenza soprattutto come “la parcellizzazione dell’originario progetto in due progetti diversi, ciascuno sottoposto a procedimenti paralleli di VIA (valutazione di impatto ambientale, ndr), instaurati l’uno successivamente all’altro, non può divenire motivo od occasione di elusione del controllo spettante al Ministero dei beni culturali ai sensi dell’art. 146 del D.lgs. n. 42 del 2004″. Pertanto “respinge gli appelli principali; accoglie le censure con cui sono stati riproposti il secondo e il terzo motivo di ricorso originario e, per l’effetto, riforma la motivazione della sentenza di primo grado, in parte qua, salvo il suo dispositivo di annullamento; respinge l’istanza di rimessione della questione di legittimità costituzionale, per le ragioni di cui in parte motiva; compensa tra le parti le spese di lite del presente grado di giudizio”.

Ora il progetto complessivo di ampliamento da 1 milione e 500mila tonnellate di rifiuti, sul tavolo della regione Emilia-Romagna da più di un anno, dovrà fare i conti con la pronuncia della magistratura che, per la seconda volta – dopo la vittoria al Tar – ha dato ragione alle associazioni ambientaliste e ai tanti cittadini che hanno contribuito – alcuni adendo direttamente la via legale – a scrivere la parola fine sulla discarica Tre Monti.

(Verner Moreno)