Un’immagine del convegno di Confartigianato sulle elezioni europee

Bologna. “Oggi abbiamo il dovere di guardare all’Europa con partecipazione, con passione e determinazione. Come dimostrato durante la grande manifestazione avvenuta a Milano lo scorso 13 dicembre, il nostro Paese vuole essere centrale in Europa e nelle sue decisioni. Per questo motivo dobbiamo vivere le elezioni europee con attenzione e impegno. Attenti e vigili nello stimolare la politica, per offrire la nostra visione del territorio, dell’ambiente e della comunità”. Con queste parole Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana, ha chiuso l’incontro pubblico, che si è tenuto ieri nella sede di via Papini di Confartigianato, dal titolo “Europa: un’opportunità per imprese, famiglie e cittadini” a cui era presente Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna.

Durante l’incontro sono state presentate le dieci richieste che Confartigianato propone alla discussione politica in vista della prossima legislatura dell’Unione europea.

Eccole. Una legislazione europea più semplice, meno costosa e più attenta alle piccole realtà imprenditoriali; il pieno coinvolgimento delle parti sociali nella riforma del lavoro, al fine di contrastare le differenze sociali; la promozione della formazione continua, che porti all’acquisizione di competenze digitali per tutti e una migliore mobilità per gli studenti; un quadro giuridico che dia accesso alla digitalizzazione, che semplifichi l’essere “pionieri digitali” e che preveda la creazione di un Centro di Conoscenza Digitale, con infrastrutture adeguate e uguali a livello europeo; finanziamenti che siano di incentivo al prestito, così da poter innovare e investire nella crescita; Misure che portino a un mercato unico dell’energia, per promuovere l’eco-innovazione e l’economia circolare; un supporto concreto all’internazionalizzazione, con normative che favoriscano la scelta consapevole dei consumatori e rafforzino il ruolo delle piccole e medie imprese negli accordi commerciali internazionali; un mercato in cui sia possibile “giocare alla pari”, con un forte contrasto alle pratiche commerciali sleali, con la riduzione dei ritardi nei pagamenti e l’inclusione reale delle micro, piccole e medie imprese nelle procedure d’appalto; un mercato unico che sia realmente tale, con l’attuazione e l’applicazione della legislazione europea in tutti gli Stati membri, con la riduzione delle barriere all’interno del mercato unico e con un compiuto processo di armonizzazione normativa; un’Europa più vicina, con una pianificazione delle consultazioni pubbliche e della raccolta dei dati, con maggior informazione sulle decisioni prese e l’utilizzo dei fondi europei per dare una reale spinta al processo di crescita e sviluppo dell’Unione europea.