Gentile direttore,

l’Uaar, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, associazione di promozione sociale iscritta nel Registro nazionale presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in virtù del principio, radicato nell’ordinamento, per il quale le opere di urbanizzazione sono, in linea naturale, opere pubbliche rientranti, o destinate a rientrare, nel patrimonio del Comune, è impegnata da sempre affinchè nessuna quota di oneri di urbanizzazione secondaria venga destinata alle confessioni religiose per l’edilizia di culto.

Come per tutte le opere pubbliche, tale principio risponde alla logica secondo la quale la proprietà pubblica delle opere costituisce “la più piena e duratura garanzia della loro effettiva destinazione a finalità di interesse generale”, come anche espresso nel parere del Servizio affari generali, giuridici e programmazione finanziaria della Regione Emilia Romagna, prot. PG/2015/862614 del 4 dicembre 2015.

La recente deliberazione dell’Assemblea legislativa della regione Emilia-Romagna del 20 dicembre 2018, n. 186 (in attuazione della Legge regionale 21 dicembre 2017, n.24, all’art.1 comma 9, che alla lettera h prevede che “una quota dei proventi degli oneri di urbanizzazione secondaria, determinata dall’Assemblea legislativa con la deliberazione di cui all’articolo 30, comma 3, della legge regionale n. 15 del 2013, è destinata dai Comuni agli enti esponenziali della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose”) dispone che “i Comuni sono tenuti al recepimento del presente provvedimento entro il 30 settembre 2019 e che, trascorso tale termine, la nuova disciplina opera direttamente”.

La stessa deliberazione prevede al punto 10 che “la nuova disciplina fornisce ampia flessibilità ai comuni nell’applicazione del contributo di costruzione così da meglio adattare le singole voci alle specificità del territorio locale”. In particolare, anche se si poteva anche prima, si prevede esplicitamente “che i comuni possano pronunciarsi motivatamente in ordine a: […] eventuale variazione della quota percentuale da destinare agli Enti esponenziali della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose”.

Nell’allegato A al punto 1.6.3 stabilisce che “i Comuni, nell’ambito della delibera consiliare di recepimento del presente atto, possono aumentare o ridurre la percentuale di cui al punto 1.6.1” da affidare, poi ricordo, attraverso la realizzazione di un “bando pubblico” che indichi i criteri per la suddivisione di tale quota alle varie religioni e/o culti presenti nel territorio.

In ragione di quanto esposto sto chiedendo ai sindaci ed assessori dell’Emilia Romagna di sottoporre alle giunte la proposta formale di azzeramento di tale quota, le chiedo di amplificare tale richiesta mezzo stampa

(Roberto Vuilleumier – Coordinatore Regionale Uaar Emilia Romagna)