imola NUOVO ASILO DI ZOLINO

Imola. L’Amministrazione comunale è impegnata a costruire un sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai 6 anni, superando la divisione attuale tra nidi d’infanzia e scuole dell’infanzia e puntando a realizzare veri e propri “Poli per l’Infanzia”. E per farlo, proprio nei giorni scorsi, ha approvato una delibera che definisce le “Linee di indirizzo per la promozione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino ai sei anni nel territorio comunale – periodo 2019-2023”.

La delibera impegna “l’amministrazione e i competenti servizi/uffici comunali alla definizione e realizzazioni di progetti per favorire la creazione sul territorio comunale delle pratiche e delle sinergie politiche e inter-istituzionali necessarie per favorire l’implementazione a livello locale del sistema integrato di educazione e di istruzione fin dalla nascita.

A tal proposito, le linee di indirizzo individuano cinque obiettivi strategici. In primo luogo si tratta di “contribuire alla valorizzazione di un coordinamento pedagogico integrato tra tutti i gestori di servizi pubblici e privati 0-6 anni del territorio comunale che, pur salvaguardando l’autonomia degli stessi, promuova sinergie metodologiche e scambi operativi, nell’ottica della formazione di una vera comunità professionale nell’ambito dell’educazione e istruzione 0-6 anni, e assicuri a tutto il personale lo stesso livello di supporto professionale”. In secondo luogo “di contribuire a realizzare, come parte irrinunciabile dell’attività del coordinamento pedagogico, un piano formativo annuale comune e concertato per tutto il personale coinvolto, utilizzando in modo integrato una parte consistente delle risorse che ciascun gestore attualmente alloca per tale scopo, senza necessariamente prevedere risorse aggiuntive”. Poi la realizzazione di “sperimentazioni sempre più mature di veri servizi educativi integrati 0-6 anni (poli per l’infanzia), anche coinvolgendo gestori diversi” e la graduale introduzione dei principi alla base della legge che istituisce il sistema integrato di educazione ed istruzione 0-6 anni, “in una profonda rivisitazione dei bandi di iscrizione ai nidi e alle scuole dell’infanzia, considerando gli stessi i più importanti atti di governance locale in questo settore”. Infine c’è l’obiettivo di realizzare i punti precedenti “anche attraverso la definizione di accordi e protocolli d’intesa interistituzionali, in particolare con le istituzioni scolastiche statali”.

Come sottolinea l’assessore alla Scuola, Claudia Resta “con questa delibera l’Amministrazione comunale si impegna ad implementare a livello locale il sistema integrato di educazione ed istruzione 0-6. Vogliamo contribuire a realizzare sperimentazioni e collaborazioni tra nidi d’infanzia e scuole dell’infanzia attigui, anche coordinando i bandi di iscrizione”.

 L’ambito in cui si inseriscono questi obiettivi del Comune – L’ambito in cui si inseriscono questi obiettivi è quello del Decreto legislativo 65/2017 che “riconosce per la prima volta a livello nazionale il ruolo formativo dei nidi d’infanzia e la continuità esistente con la successiva scuola dell’infanzia, con la quale gli stessi nidi d’ora in poi costituiscono un sistema integrato per l’educazione prescolare a favore di tutti i bambini in età”. Un ambito che è “coerente con le politiche di sviluppo dei servizi per la prima infanzia rappresentate nel piano di mandato di questa Amministrazione, costituendo, altresì, un passo avanti nell’ottica della tutela e promozione dei diritti delle giovanissime generazioni da parte delle istituzioni pubbliche o con finalità di utilità collettiva” spiega la giunta nella delibera che ha appena approvato. Che si inserisce nel solco che la giunta ha tracciato nei mesi scorsi, con le due delibere approvate nel settembre e nel dicembre del 2018, con le quali l’attuale Amministrazione comunale “ha provveduto sia a ribadire la centralità dei servizi comunali per la promozione di un equilibrato ed equo sistema di servizi per la prima infanzia sul territorio, sia a sostenere iniziative volte ad integrare tutti i gestori di servizi per la prima infanzia e i soggetti dell’intero welfare locale in un progetto di sostegno alle esigenze di cura dei bambini da 0 a sei anni, anche sottolineando la continuità di intervento con le età successive”.

Il Comune ha già avviato esperienze concrete – Tanto più che a Imola esistono già molteplici sperimentazioni operative e integrazioni parziali nella direzione di quei “Poli per l’Infanzia” istituiti dal decreto legislativo DLgs 65/2017. Queste esperienze da un lato manifestano l’interesse di tutti gli attori di essere parte della costruzione del sistema integrato di educazione fin dalla nascita, dall’altro sottolineano l’interesse che ha per le famiglie coinvolte l’istituzione dello stesso.

Fra le esperienze presenti nel territorio, va segnalato innanzitutto il servizio educativo integrato da 0 a 6 anni, attivato formalmente dal Comune a Sesto Imolese, “già classificato come Polo per l’Infanzia dalla Regione Emilia Romagna dopo un periodo di sperimentazione, considerato un buon esempio di un sistema integrato maturo, in quanto si connota come servizio unitario nel quale operano sia educatrici che docenti e all’interno del quale non è prevista alcuna discontinuità nella frequenza dei bambini fino al passaggio alla scuola primaria” recita la delibera. Inoltre, in altre tre situazioni, esattamente a Campanella, Fontanelle e Zolino “il Comune gestisce altrettanti potenziali Poli per l’Infanzia (nido e scuola dell’infanzia abbinati) che, pur non avendo ancora il livello di totale unificazione del Polo di Sesto Imolese, hanno già avviato un percorso di profonda integrazione operativa, progettuale e sociale, soprattutto nel coinvolgimento delle famiglie e della comunità circostante” riporta la delibera. A queste si aggiungono, sempre nel territorio comunale, “altre situazioni potenzialmente favorevoli per avviare forme di integrazione simili tra nidi comunali o convenzionati e scuole dello Stato”, mentre, conclude la delibera, “almeno due gestori di servizi privati convenzionati hanno avviato spontaneamente sperimentazioni di integrazione 0-6 anni”.