Greta Thunberg

Ah!, eccoti finalmente! E’ davvero un piacere averti fra di noi: accomodati. Siamo in attesa di udire le tue parole. Come vedi, presenti in questa bellissima sala avranno modo di ascoltarti persone pubbliche molto importanti e rappresentative della società italiana: la senatrice Elisabetta Casellati, Presidente del Senato, e la sua vice, senatrice Paola Taverna; lì a fianco Lorenzo Fioramonti, viceministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Vicino la senatrice di Forza Italia (non si riesce a presentarla perché nel frattempo entra nella sala Giancarlo Giannini e lei si alza, mettendosi al suo fianco e invitando il sempre presente ex-presidente della Camera Pier Ferdinando Casini a scattare una foto ricordo): Greta osserva e tace. Comunque grazie di essere tra noi e congratulazioni per tutto quello che stai facendo…

– Non capisco perché vi congratuliate con me, visto che continuate a non far nulla per salvare il Pianeta.
(Solo un breve attimo di imbarazzo) Vedi Greta, i problemi da affrontare sono molteplici e di carattere diverso. Sono allo studio provvedimenti, regolamenti, disposizioni e progetti di legge che apporteranno significativi miglioramenti all’ambiente nel quale viviamo. Noi tutti, qui presenti e non solo, avvertiamo nel profondo l’importanza del problema che tu stai portando avanti e…

– Da agosto faccio lo sciopero per il clima, ho percorso migliaia di chilometri in treno in tutta Europa, ho marciato insieme a milioni di ragazzi di tutto il mondo, compresi quelli Italiani, per chiedervi di agire ora. E invece non succede niente, anzi ogni giorno le emissioni di CO2 sono più del giorno precedente.
Siamo a conoscenza del grande lavoro che stai portando avanti, della forza delle tue iniziative e con te (e come te) la forza e la voce di tanti altri ragazzi che…

Voi ci guardate e non capite, badate solo a voi. Ma allora perché vi congratulate con me? non sto facendo tutto questo per far scattare dei selfie a chi mi incontra.
Certo che no, Greta carissima! Devi tuttavia renderti conto che il problema è estremamente vasto e complesso: lo sforzo per portare avanti i lavori di mutazione della società nella quale viviamo sono …

Kennedy promise di portare la terra sulla Luna in un decennio, si disse che era impossibile ma fu fatto. La stessa cosa era successa per il piano Marshall per ricostruire l’Europa distrutta dalla guerra. E oggi, a poche ore dal disastro di Notre Dame, ci sono più donazioni e progetti per ricostruire la cattedrale parigina. Se davvero lo decidiamo possiamo fare qualunque cosa, anche rinunciare ai combustibili fossili sui quali si basa la nostra economia.
(A pochi metri di distanza, quasi di fronte a lei, un’intera generazione di “ambientalisti” ascolta in dignitoso silenzio e sembra chiedersi come abbia fatto questa insignificante ragazzina a trascinare intere folle di ragazzi in così breve tempo. In pratica un’intera generazione e non solo. Si distinguono Alfonso Pecoraro Scanio, Grazia Francescato, Angelo Bonelli, Edo Ronchi). Lassù, sulle gradinate, alcuni ragazzi stanno estendendo un vistoso striscione con la scritta “Studenti per il clima”: non fosse mai! Solerti commessi, ligi nel regolamento della Camera Alta, intervengono sottolineando con gesti risoluti che il regolamento non consente ecc. ecc. Tra i ragazzi presenti anche David Wicker che viene dalla Val di Susa e Panzarino Marianna di Bari: dal nord al sud.

Vedi, Greta, la nostra generazione si è venuta a trovare in un vortice di sviluppo che ha finito con il creare un sistema di vita impensabile fino a pochissimi anni prima (a parte il fatto che in ben pochi si sono venuti a trovare in tale condizione rispetto al resto del mondo); quasi all’improvviso ci si è trovati nella condizione di vivere meglio (secondo certi parametri) e più, come dire, facilmente, quasi con metodo. Ci si è sentiti più a nostro agio attorniati da servizi, oggetti, ambienti che hanno reso la nostra vita più (non mi viene la parola)… più… facile, ecco, facile, più morbida, più gradevole e, mentre noi se ne stava comodamente sdraiati su morbidi divani, al calduccio e con un bicchiere di bibita gelata in mano, ci si è resi conto che era ben difficile rinunciare a tutto ciò, anzi, mi correggo, anche solo in parte a tutto ciò, anzi, che comincino a rinunciare prima tutti gli altri che poi ci proviamo pure noi. Per non parlare poi delle distanze che “Come si sono abbreviate all’interno di silenziosissime e velocissime auto” e “vuoi mettere il disagio di dover attendere gli orari dei servizi pubblici”! Vedi, Greta, se qualche importante figura politica ci avesse anche solo proposto di iniziare a rinunciare a qualcosa di tutto ciò, noi gli avremmo negato il consenso, lui avrebbe perso il posto e il potere e allora sai com’è…

Greta si avvia verso l’uscita, attorniata da tanti ragazzi come lei che le annunciano, per domani, in piazza, migliaia di ragazzi come lei. Il futuro. Bene, sorride, “Ci vediamo domani.” Saranno venticinquemila. Qualcuno ha davvero intenzione di ascoltarli?

(Mauro Magnani)