Un nostro concittadino, signor Paoli Tarabusi, ritiene doveroso scrivere ad un quotidiano nazionale evidenziando come le lamentele dei pensionati che si vedono decurtato il loro vitalizio siano in qualche modo fuori luogo: dovrebbero, al contrario, sentirsi privilegiati in quanto la loro situazione economica attuale non potrà in alcun modo essere riprodotta ad altri cittadini che andranno, al contrario, in pensione dopo aver lavorato un maggior numero di anni e percepiranno una mensilità di molto inferiore.

Premesso che condivido il pensare del signor Tarabusi circa alcune situazioni, a mio avviso, insostenibili: ritengo che un ragionevole tetto massimo di vitalizio andrebbe individuato poco al di sopra della cifra di 4.000,00 € qualunque sia l’entità dei versamenti effettuati dal pensionando durante l’attività lavorativa; il rimanente versato andrebbe considerato contributo di solidarietà verso i meno fortunati. Quanti di voi che state leggendo farebbero una doppia firma davanti ad un vitalizio di 4.200 €? Ritengo l’importo sufficiente per svolgere una vita dignitosa e qualcosa di più.

Ma torniamo al punto principale del ragionamento del signor Tarabusi. Ritengo le lamentele dei pensionati giuste, o giustificabili, in quanto da sempre, i nostri governanti, incapaci di individuare, arginare, mettere fine e punire adeguatamente gli sprechi, gli abusi, le ruberie, le astuzie, le ingiuste differenze, le evasioni e gli atti criminosi (ho dimenticato qualcosa?) di tanti “lor signori” sono soliti mettere mano alle rendite certe: esercizio assai facile e dall’esito facilmente quantificabile. Nn credo sia corretto decurtare anche di soli pochi euro un vitalizio di 1.500 € e lasciare in libera uscita un’evasione fiscale di oltre 130.000.000.000 di €. Non vedo una corretta gestione del denaro pubblico nel comprimere sempre di più i conti della sanità pubblica e lasciare praticamente impuniti organismi bancari dediti, da tempo e più volte, alla gestione di denaro privato non solo non correttamente guadagnato, ma di provenienza assai dubbia e deleteria per lo stato e la salute di tutti noi (milioni e milioni di € di contravvenzioni sono scattate a più riprese da parte della banca centrale Europea a carico di istituti anche di casa nostra).

Quando non dico si vedrà la fine di tutto ciò, ma anche solo una parvenza di inizio serio di intercettazione e punizione di tutto ciò, accetterò di buon grado la decurtazione di una pensione dignitosa e sono certo che, recuperando il maltolto si potrebbe trovare non solo il corrispettivo per una corretta rendita di cittadinanza, ma anche sostanze per una sanità davvero a disposizione di tutti. Ma proprio tutti. In assenza ritengo corretto di poter affermare che l’incapacità è al governo e, ne sono certo, credo di aver utilizzato un termine fin troppo dolce ed educato.

Non crede anche Lei, signor Tarabusi? Cordialità.

(Mauro Magnani)