Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta dell’associazione “Noi Imola” inviato alla sindaca del Comune di Imola, all’assessore Claudio Frati e al direttore generale Asl imoloa dr. Andrea Rossi.

Nel maggio 2018, un anno fa, Regione ER, Università di Bologna e Ctss (Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Città metropolitana) hanno istituito un Nucleo tecnico di progetto che doveva condurre un’analisi organica e completa in vista della riorganizzazione dei servizi ospedalieri metropolitani. Il rapporto conclusivo e una proposta di revisione degli assetti organizzativi doveva essere presentata alla Ctss e successivamente indirizzata alla Regione a cui spettano le decisioni finali.

Il nucleo tecnico di progetto il 25 giugno 2018 ha presentato il documento conclusivo.
“La sanità del futuro. Forme di integrazione nell’Area metropolitana di Bologna”. Questo documento ha fatto molto discutere ed è stato al centro di un processo partecipativo che ha coinvolto, oltre agli operatori, istituzioni locali, organizzazioni sindacali, associazioni e cittadini.
Naturalmente ci aspettavamo che, dopo numerosi incontri pubblici, confronti, lettere e documenti, la valutazione e la sintesi delle varie proposte ed osservazioni sarebbero state comunicate ai vari soggetti coinvolti e ai ai cittadini proseguendo in modo chiaro e trasparente quel processo partecipativo tanto evocato e celebrato.
Nei mesi successivi invece il silenzio più totale è caduto sull’ argomento suscitando sconcerto e perplessità.

Finalmente 5 mesi dopo, curiosando in cerca di notizie tra i documenti della Conferenza socio-sanitaria metropolitana (www.ctss.bo.it) ,abbiamo scoperto un verbale del 3 dicembre 2018 (peraltro difficilmente individuabile perchè senza titolo) in cui al punto 2 si parla di “Sintesi della prima fase del percorso di consultazione relativo al documento del Nucleo Tecnico di Progetto e indicazioni di avvio seconda fase di discussione e progettazione”.
A questo incontro erano presenti i massimi dirigenti della nostra Asl e l’assessore alla Sanità del Comune di Imola Ina Dhimgjini.

“Il confronto svolto- dice il dr. Barigazzi in quel verbale – richiede ora un ulteriore passaggio, in grado di consentire il prosieguo della riflessione. Pertanto si ritiene utile sottoporre alla attenzione della Conferenza per la seconda fase del percorso una ipotesi che preveda il proseguimento del confronto con tutti gli stakeholder lungo due binari paralleli, il primo attraverso Tavoli tecnici per professionisti ed operatori, il secondo per tutti gli stakeholder (tutti i soggetti coinvolti in un progetto, ndr) che hanno partecipato alla prima fase, prevedendo momenti di scambio, informazione e relazione, in corso d’opera, tra i due ambiti” e di seguito “Dà mandato alle Direzioni Generali delle Aziende sanitarie dell’area metropolitana di Bologna di formulare una ipotesi di strutturazione di Tavoli di lavoro”.

Ora ci aspettiamo che ad Imola, come indica il dr. Barigazzi, oltre a costituire un Tavolo tecnico per professionisti ed operatori venga parallelamente creato un secondo tavolo “per tutti gli stakeholder che hanno partecipato alla prima fase, prevedendo momenti di scambio, informazione e relazione, in corso d’opera, tra i due ambiti”.
Questo per non lasciare che il momento partecipativo di confronto e scambio di cui tanto si è parlato nel 2018 non venga messo da parte per lasciare la parola solo agli addetti ai lavori e agli organismi tecnici prima e politici poi.
“La guerra” diceva Clemenceau “è una cosa troppo seria per lasciarla ai militari.
Ebbene la sanità è una cosa troppo seria per lasciarla in mano solo ai tecnici e ai politici.

(Roberto Merli – Presidente “Noi Imola”)