C’è qualcuno che nel marzo del 2000 calcolò una perdita dell’83% per quanto riguardava la situazione finanziaria globale e in modo particolare quella statunitense: sbagliò il calcolo di poco meno dello 0,50%. La grande bolla del momento scommetteva sul folgorante sviluppo dei prodotti per l’informatica e basava molte delle sue stime di crescita basandosi sul numero di visitatori (on line) dei siti industriali coinvolti nell’azione di sviluppo. Lui no.

Pochi anni dopo, nel 2007, lanciò l’allarme inascoltato dell’imminente crisi finanziaria/produttiva e industriale che avrebbe colpito l’intero sistema economico mondiale: fu tacciato di “procacciatore di orsi” (l’immagine dell’orso, nella finanza particolarmente interessata al valore di borsa, indica lo stato di recessione della media dei valori trattati), di portatore di sfortuna e si arrivò ad indicarlo come interessato in azione da ribassista. Previde un ribasso generalizzato di oltre il 50%: si arrivò al 55%.

Si chiama John Peter Hussman, professore universitario di economia, gestore di un fondo monetario del valore di circa 6,5 MM di $, che movimenta il mercato finanziario per circa 1 MM di $ all’anno. Al momento denuncia una sovra-stima del mondo azionario non inferiore al 30%, in modo particolare dovuta ad una sorta di esuberanza irrazionale non solo dei gestori, ma anche dei proprietari, a vario titolo, dei valori. E non si accontenta: afferma che dopo il ridimensionamento ci attende un lungo periodo (lui stima 10/12 anni) di stagnazione dovuta ad una ripresa economica di non facile determinazione e soluzione.

Si racconta che un giorno il signor John Davison Rockefeller si sia seduto sulla poltrona del lucida scarpe e abbia ascoltato l’operatore mentre affermava di aver comperato ben 1000 $ di azioni in quanto gli avevano assicurato che in pochi giorni sarebbero raddoppiate di valore; Rockefeller paga il ragazzo con mezzo dollaro e corre in banca: vende tutto affermando che quando il popolo acquista in borsa è arrivato il momento di scappare. Era il gennaio del 1929… Questa storiella viene riportata in diverse versioni più o meno colorite e oggi i lucida scarpe quasi non esistono più, tuttavia …

(Mauro Magnani)