Spett. redazione,
in merito al ritiro delle deleghe a Maurizio Lelli, assessore all’Autodromo, ci sentiamo in dovere di sottolineare che, a dicembre, Lelli indisse una votazione per eleggere un rappresentante dei portatori di interesse al tavolo del rumore. I chiamati a votare furono: Comitato Autodromo Vivo, Comitato Autodromo, Legambiente Imola Medicina, Comitato Vivere Montebello ed Associazione Panda.

u subito chiaro che l’intento era di portare al tavolo un esponente degli ipercritici nei confronti delle attività motoristiche dell’impianto. Chiaro perché, Comitato Autodromo Vivo, con circa tremila aderenti, fu ovviamente sconfitto dalle altre Associazioni, le quali votarono, compatte, la signora Eddi Dolcetti di Comitato Autodromo.

A nostro avviso questo fu il primo clamoroso errore, perché su di un tema così delicato e sentito come l’Autodromo, se si allarga il tavolo ai Comitati/Associazioni dei cittadini, a quel tavolo devono sedere tutti: “pro” e “contro”. Nel contempo pareva anche incongruente avere un assessore che, in precedenza, era stato firmatario di esposti contro l’autodromo: esposti sottoscritti insieme alla signora Dolcetti e persi di fronte al Consiglio di Stato.

Detto ciò, a nostro avviso, è assolutamente fuorviante ipotizzare che la sindaca non stia rispettando il programma. Un programma teso a decimare le giornate in deroga, in misura di un 10% annuo, senza un piano di fattibilità alternativo che possa garantire quantomeno il pareggio di bilancio. Ed è su questo passaggio che occorre riflettere: non si possono effettuare tagli senza avere una controproposta concreta ed immediatamente attuabile, perché il risultato rischia fortemente di tradursi in un altro bilancio in rosso.

Rimanendo, quindi, assolutamente estranei a qualsivoglia posizione politica, pensiamo, come sempre ribadito, che la polivalenza debba indubbiamente essere implementata, ma senza prescindere dal Motorsport, vocazione naturale di un autodromo. E per rendere la polivalenza un valore aggiunto, occorre in primis pensare dettagliatamente a come declinarla, renderla operativa e remunerativa, senza dimenticare che, se vogliamo essere competitivi, dobbiamo fare i conti con autodromi come Misano e Mugello, i quali effettuano oltre 250 giornate di pista all’anno. Qualcuno potrebbe controbattere che la legge prevede, nel caso di Imola, 60 giornate in deroga. Ma la legge non parla unicamente di deroghe, ma anche di interventi di mitigazione acustica: azioni tese a conciliare la vita dei residenti con le esigenze lavorative dell’Impianto e, dal nostro punto di vista, se si vuol stare sul mercato, è questa la via da perseguire. L’ideale sarebbe che Formula Imola giungesse a produrre utili da reinvestire in opere di mitigazione acustica, con buona pace per tutti.

(Deanna Zaccherini – Portavoce Comitato Autodromo Vivo)